Granulociti basofili (o basici)

I granulociti basofili (o basici) sono i leucociti meno numerosi (meno dell’1% del totale); nello striscio hanno diametro di 9-12 µm e sono riconoscibili, dopo colorazione May-Grunwald-Giemsa o Wright, per le grosse granulazioni blu-violetto del loro citoplasma.
Il nucleo, reniforme o bilobato, mostra una cromatina densa, etero cromatica, priva di nucleoli. Al microscopio ottico è spesso ricoperto dalle granulazioni basofile del citoplasma. La basofilia è dovuta al loro contenuto in proteine acide, Granulociti basofili o basicimentre la loro metacromasia con blu di toluidina e blu di metilene è causata dalla diazopolimerizzazione di proteoglicani contenuti nei granuli specifici.
Oltre la presenza di proteoglicani, nei granuli è stata dimostrata la presenza di istamina, eparina e numerosi enzimi (perossidasi, fosfatasi acida, alfa-chimotripsina, acetil-ß-glicosaminidasi, arilsulfatasi).
Al microscopio elettronico l’eterocromatina è visibile al centro del nucleo in zolle; l’eucromatina si dispone a larghe maglie in rapporto con i pori dell’involucro nucleare.
Nel citoplasma si osservano microtubuli, cisterne del reticolo endoplasmatico, ribosomi, apparato di Golgi, mitocondri, granuli di glicogeno.
I granuli specifici dei basofili appaiono come grossi corpi sferoidali, compatti, densi agli elettroni, rivestiti da membrana, distribuiti uniformemente nel citoplasma.
I granulociti basofili sono forniti di movimento ameboide e di scarsa capacità fagocitaria (inferiore a quella dei neutrofili e degli eosinofili); attivo, invece, è il processo di pinocitosi.
Queste cellule mostrano chemiotassi verso i componenti del complemento, la callicreina, le linfochine, i derivati batterici ed altre sostanze.
Una funzione importante dei granulociti basofili è l’esocitosi, con la quale i granuli citoplasmatici si fondono con la membrana cellulare e scaricano il loro contenuto nell’ambiente extracellulare.
Dai granulociti basofili viene liberato un fosfolipide, denominato fattore di attivazione piastrinica (PAF), che può essere inattivato dalla fosfolipasi D degli eosinofili.
Sulla superficie della membrana plasmatica sono presenti recettori per la porzione Fc delle IgE, e recettori per le IgG. Il legame dei ligandi su questi recettori permette la degranulazione di queste cellule cosicché i granulociti basofili agiscono come effettori nelle reazioni di ipersensibilità.

Articolo creato il 5 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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