• Sistema nervoso periferico
    Anatomia,  Sistema nervoso,  SNP

    Nervi encefalici

    I nervi encefalici sono 12 paia simmetriche di nervi che si enumerano in senso cranio-caudale, a partire dal telencefalo, che collegano l’encefalo con molti territori periferici (testa, collo, torace e addome). Ogni paio di nervi encefalici viene indicato con un numero progressivo e con un nome che esprime, in genere, il suo significato funzionale. I nervi encefalici sono: I paio: nervo olfattivo. II paio: nervo ottico. III paio: nervo oculomotore. IV paio: nervo trocleare. V paio: nervo trigemino. VI paio: nervo abducente. VII paio: nervo faciale. VIII paio: nervo statoacustico. IX paio: nervo glossofaringeo. X paio: nervo vago. XI paio: nervo accessorio. XII paio: nervo ipoglosso. Eccezion fatta per il…

  • Sistema nervoso periferico
    Anatomia,  Sistema nervoso,  SNP

    Sistema nervoso periferico (SNP)

    Il sistema nervoso periferico (SNP) è quella parte del sistema nervoso che collega il sistema nervoso centrale (SNC) (o nevrasse) alla periferia, cioè con tutti gli organi non nervosi del corpo. Il sistema nervoso periferico, schematicamente, si distingue in due parti: Sistema nervoso periferico somatico Ha la funzione di condurre stimoli propri della vita di relazione. Sistema nervoso autonomo (SNA) (o viscerale o vegetativo o simpatico) Controlla l’attività secretiva delle ghiandole, la motilità delle pareti dei visceri e dei vasi e di altre formazioni anatomiche fornite di muscolatura liscia. Presiede alle complesse funzioni della vita vegetativa recando stimoli effettori ai visceri dell’apparato digerente, respiratorio, urogenitale, endocrino e cardiocircolatorio. Dagli stessi…

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    Vulvodinia

    La vulvodinia è un disturbo vulvare della durata di almeno tre mesi spesso descritto come bruciore, dispareunia (dolore che la donna avverte nell’area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale) e fastidio, in assenza di alterazioni obiettive visibili di un qualche rilievo o di specifici disturbi neurologici clinicamente identificabili. La malattia viene classificata in relazione a due aspetti fondamentali: la sede e le caratteristiche dei disturbi. Si definisce localizzata una forma dove i sintomi sono presenti in una zona circoscritta della regione vulvare; nella maggior parte delle pazienti (80% circa) il vestibolo vaginale è la sede dove è concentrato il bruciore; in questi casi si parla di vestibolodinia.…

  • Istologia
    Istologia,  Tessuto epiteliale

    Epitelio di transizione

    L’epitelio di transizione è un epitelio che si trova nelle vie urinarie (vescica, uretere e parte superiore dell’uretra) nelle quali il numero di strati e la forma delle cellule variano a seconda dello stato funzionale (distensione o contrazione) dell’organo. Quando la vescica è vuota (contratta), l’epitelio assomiglia ad un epitelio stratificato cubico; gli elementi più profondi hanno forma cubica o cilindrica; ad essi seguono verso la superficie parecchi strati di cellule irregolarmente poliedriche, mentre lo strato superficiale è formato da grandi elementi squamosi, con una superficie libera convessa. Quando la vescica si distende per accumulo di urina, le cellule si appiattiscono ed in una certa misura scivolano le une tra…

  • Biologia
    Biologia

    Fase di gel (o cristallina) delle membrane

    Le membrane, grazie alla loro struttura in doppio strato fosfolipidico, hanno due caratteristiche fondamentali. I doppi strati vanno incontro a transizione di fase, un fenomeno per cui possono “fondere” o “congelare” al di sopra o al di sotto di determinate temperature. A temperature superiori alla fase di transizione, i fosfolipidi si trovano in uno stato altamente fluido. La completa funzionalità delle membrane è mantenuta solo al di sopra della transizione di fase. La transizione di fase di un doppio strato fosfolipidico deriva da un’alterazione nell’impacchettamento e nella mobilità dei fosfolipidi indotta da variazioni di temperatura. A basse temperature, le catene aciliche dei fosfolipidi del doppio strato sono strettamente impacchettate e…

  • Anatomia microscopica
    Anatomia microscopica

    Struttura della bocca

    La bocca è rivestita internamente dalla mucosa orale può essere distinta in tre di­versi tipi denominati: mucosa masticatoria, mu­cosa di rivestimento e mucosa specializzata. La mucosa masticatoria si dispone a rivestire quelle regioni della bocca che risultano sottopo­ste a notevole attrito durante l'assunzione del cibo, la masticazione e la formazione del bolo. Queste regioni corrispondono alle gengive e al palato duro dove la mucosa presenta un epitelio spesso e discretamente cheratinizzato e un forte grado di aderenza agli strati più profondi.

  • Anatomia
    Anatomia,  Apparato cardiovascolare

    Arteria trasversa del collo (o scapolare posteriore)

    L’arteria trasversa del collo (o scapolare posteriore) nasce dalla terza porzione dell’arteria succlavia e si dirige in alto e indietro, incrociando i rami del plesso brachiale, fino all’angolo mediale della sca­pola dove si divide in un ramo ascendente, che risale nella nuca e si distribuisce ai muscoli posteriori del col­lo, e in un ramo discendente che decorre lungo il margi­ne vertebrale della scapola e si distribuisce ai muscoli della spalla e del dorso. Articolo creato il 9 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo. Articolo utile? Condividilo!Follow

  • Anatomia
    Anatomia,  Apparato cardiovascolare

    Arteria vertebrale

    L’arteria vertebrale è un ramo collaterale dell’arteria succlavia. Originando dalla prima porzione di quest’ultima, risale in alto, indietro e lateralmente fino al forame trasversario della 6a vertebra cervicale; percorre quindi tutti i fo­rami trasversari delle vertebre soprastanti, com­preso quello dell’epistrofeo. Uscita da questo, ripiega lateralmente per raggiungere il forame trasversario dell’atlante; lo attraversa, contorna posteriormente la massa laterale dell’atlante, perfora la membrana atlooccipitale posteriore, la dura madre e, passando tra l’arco posteriore dell’atlante e l’osso occipitale, penetra nella cavità cranica attraverso il foro occipitale. Si diri­ge allora in alto e in avanti, circondando late­ralmente il midollo allungato per raggiungere la faccia ventrale di quest’ultimo. Qui i vasi dei due lati…

  • Farmacologia
    Farmacologia

    Trasportatori delle amine

    I trasportatori delle amine (noradrenalina, serotonina, dopamina), denominati anche neurotrasportatori di tipo I, comprendono anche i trasportatori del GABA e della glicina. Sono proteine di membrana costituite da 12 domini idrofobici transmembrana uniti tra loro da anse extra- ed intracitoplasmatiche con le estremità N- e C-terminale intracitoplasmatiche.