• Anatomia microscopica
    Anatomia microscopica

    Tonaca albuginea del testicolo

    La tonaca albuginea del testicolo è una membrana oltremodo resistente e inestensibile dello spessore di 0,5-1 mm che avvol­ge tutto il testicolo costituendone uno scheletro fibroso. Esternamente è ri­coperta dall’epiorchio, costituito da un epitelio pavimentoso semplice (mesotelio) e da una sot­tile lamina propria connettivale che continua di­rettamente con l’albuginea. Quest’ultima è for­mata da un tessuto connettivo fibroso denso i cui fasci collageni sono variamente intrecciati, pur mantenendosi sempre paralleli alla superfi­cie dell’organo. Negli strati più superficiali sono presenti fascetti di fibrocellule muscolari che provvedono a mantenere un certo stato di tensione, mentre negli strati più interni sono pre­senti fibre elastiche. Dalla faccia profonda dell’albuginea, che risulta riccamente vascolarizzata (tonaca vascolosa),…

  • Istologia
    Istologia,  Tessuto connettivo

    Tessuto connettivo lasso

    Il tessuto connettivo lasso è il tipo più diffuso di tessuto connettivale. Deriva dal mesenchima, o connettivo embrionale, che è costituito da cellule di forma stellata dotate di vivace attività ameboide immerse in una sostanza amorfa piuttosto fluida. Nel corso della differenziazione le cellule mesenchimali perdono le proprietà ameboidi e diventano fisse, elaborano tutti  costituenti chimici della sostanza amorfa e si trasformano nei vari tipi cellulari del tessuto connettivo. Tra di esse si deposita un intreccio di esili fibre reticolari e successivamente si raccolgono in fasci assumendo le proprietà tintoriali del collagene.  

  • Senza categoria

    Arecolina

    L’arecolina è un alcaloide colinomimetico naturale, quindi un parasimpaticomimetico diretto, estratto da noci di Betel; chimicamente è un’ammina terziaria. Non ha indicazioni terapeutiche. Proprietà farmacologiche dell’arecolina L’arecolina possiede un’azione muscarinica predominate (come la pilocarpina), ma agisce anche a livello dei recettori nicotinici. Sempre come la pilocarpina, provoca una caratteristica eccitazione corticale, simile a quella prodotta dalla stimolazione elettrica della formazione reticolare nel tronco encefalico, tramite attivazione dei recettori muscarinici M1. L’arecolina stimola anche le ghiandole lacrima­li, gastriche, pancreatiche e intestinali, e le cellule mucose del tratto respiratorio. Essa non è degradata dalle colin-esterasi. Articolo creato il 27 aprile 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo. Articolo utile? Condividilo!https://www.medicinapertutti.it/argomento/arecolina/Follow

  • Anatomia microscopica
    Anatomia microscopica

    Struttura della vescichetta seminale

    Ogni vescichetta seminale è costituita da un dotto di calibro irregolare, lungo da 10 a 15 cm, più volte ripiegato su se stesso e fornito di nu­merosi diverticoli ampollari o tubulari di lunghezza variabile. Il dotto prin­cipale presenta un’estremità a fondo cieco e l’altra in comunicazione con l’ampolla deferen­ziale. Le anse formate dal dotto e i diverticoli, anch’essi tortuosi, sono strettamente addossati l’uno all’altro con l’interposizione di sepimenti connettivali che si addensano alla superficie del­l’organo per costituire la tonaca avventizia. Per tale ragione, in una sezione dell’organo si pos­sono osservare numerose cavità irregolari che corrispondono alla sezione del dotto principale e dei suoi diverticoli e che sono parzialmente o totalmente…

  • Senza categoria

    Cellule dendritiche

    Le cellule dendritiche sono cellule accessorie che svolgono un ruolo importante nell’induzione della risposta dei linfociti T agli antigeni proteici. Que­ste cellule sono identificabili morfologicamente per la presenza di numerosi prolungamenti citoplasma­tici ramificati. Si ritiene che tutte le cellu­le dendritiche originino da precursori midollari; la maggior parte di esse, denominate cellule dendriti­che mieloidi, sono correlate allo stipite dei fagociti mononucleati. Cellule dendritiche immature sono localizzate nell’epitelio cutaneo e nella mucosa del tratto respiratorio e gastro-enterico, che rappresen­tano le principali vie di accesso nell’organismo di antigeni microbici. Prototipo di queste cellule den­dritiche sono le cellule di Langerhans dell’epidermide; esse sono funzionalmente immature, in quan­to esprimono un basso livello delle molecole di…

  • Apparato locomotore
    Anatomia,  Apparato locomotore

    Muscoli della mano

    I muscoli della mano si trovano tutti sulla faccia palmare e si di­stinguono in tre gruppi, uno laterale dei muscoli dell’eminenza tenar, uno mediale dei muscoli dell’eminenza ipotenar e uno intermedio dei muscoli palmari. Le eminenze tenar e ipotenar sono rilievi del palmo della mano che corrispondono, rispettivamente, al 1° e al 5° osso metacarpale. I muscoli dell’eminenza tenar sono: Muscolo abduttore breve del pollice. Muscolo flessore breve del pollice. Muscolo opponente del pollice. Muscolo adduttore del pollice. I muscoli dell’eminenza ipotenar sono: Muscolo palmare breve. Muscolo abduttore del mignolo. Muscolo flessore breve del mignolo. Muscolo opponente del mi­gnolo. I muscoli palmari sono: Muscoli lombricali. Mu­scoli interossei. Dissezione palmare superficiale…

  • Farmacologia
    Farmacologia

    Legame con le proteine plasmatiche

    Il farmaco una volta raggiunto il circolo può legarsi alle proteine plasmatiche. Il legame alle proteine plasmatiche si verifica soprattutto con le sostanze liposolubili in modo che possano essere veicolate più facilmente nel sangue. La quota di farmaco che si lega alle proteine plasmatiche (percentuale espressa anche sul foglietto illustrativo) dipende dall’affinità del farmaco per la proteina plasmatica.

  • Apparato digerente
    Anatomia,  Apparato digerente

    Muscolo stiloglosso

    Il muscolo stiloglosso è un muscolo estrinseco della lingua; contraendosi, porta la lin­gua superiormente e dorsalmente. È un muscolo sottile e allungato che origina dall’apice del processo stiloideo e dalla parte alta del legamento stilomandibolare e si porta in basso, in avanti e medialmente dividendosi, sulla faccia esterna del mu­scolo ioglosso, in un fascio esterno e uno inter­no. Il fascio esterno si porta con direzione sagit­tale fino all’apice e si inserisce sul setto lingua­le. Il fascio interno attraversa il muscolo ioglos­so e si inserisce sul setto linguale. Articolo creato il 14 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo. Articolo utile? Condividilo!https://www.medicinapertutti.it/argomento/muscolo-stiloglosso/Follow

  • Farmacologia
    Farmacologia

    Fattori che influenzano la distribuzione di un farmaco

    I fattori che influenzano la distribuzione dei farmaci sono: Età Con l’avanzare dell’età il tessuto adiposo aumenta e quindi per i farmaci liposolubili si può avere un aumento del volume di distribuzione, Vd, (anche se teorico e non reale). Al contrario, si ha una correlazione negativa per i farmaci idrosolubili in quanto la quantità d’acqua diminuisce con l’età. Patologie Epatopatie, nefropatie, ecc. causano una riduzione delle capacità di legame a causa di ipoglobulinemia, presenza di metaboliti endogeni che possono spiazzare, ipoalbuminemia. Gravidanza Il farmaco può essere assorbito dal feto, quindi è ridotta la sua distribuzione negli organi bersaglio della madre. Perfusione Nell’organismo ci sono regioni ad elevata perfusione in cui…