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    Cellule C (o parafollicolari)

    Le cellule C (o parafollicolari) possono essere situate fra i tireociti (o cellule follicolari), nel contesto della parete follicolare, senza peraltro raggiungere il lume del follicolo, oppure sono riunite in piccoli gruppi nello stroma interfollicolare. Sono responsabili della produzione di calcitonina, un ormone polipeptidico ad azione ipocalcemizzante, che inibisce la liberazione di sali minerali e in particolare di calcio da parte del tessuto os­seo e ha quindi un'azione antagonista a quella del paratormone (secreto dalle ghiandole paratiroidi). Le cellule parafollicolari possono captare precursori della serotonina (o 5-idrossitriptamina) e prendono quindi parte al metabolismo delle amine biogene.

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    Melanociti

    Nell’epidermide, dopo i cheranociti, i melanociti rappresentano la popolazione cellulare più rappresentata. Il loro numero corrisponde a circa ¼ di quello delle cellule basali e, pur variando in rapporto ai diversi distretti cutanei, è relativamente costante per unità di area epidermica nei diversi individui (circa 1500/mm2). Inoltre, la distribuzione dei due principali tipi cellulari dell’epidermide non è casuale, tanto che può riconoscersi un’unità epidermico-melanica in cui un melanocito risulta circondato da  un insieme costituito da 36 cheratinociti.

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    Cellule di rivestimento (o delomorfe)

    Le cellule di rivestimento (o delomorfe) entrano nella costituzione delle ghiandole gastriche propriamente dette (o ghiandole principali). Si ritiene che il luogo di formazione dell’acido cloridrico sia la membrana plasmatica che delimita i canalicoli (superficie secernente). Il grande numero (e la ricchezza in creste) dei mitocondri fornisce alla cellula l’energia per il trasporto attivo di ioni che è necessaria ai fini della produzione di acido cloridrico. Le cellule delomorfe secernono anche il fattore intrinseco.

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    Cellule funicolari

    Le cellule funicolari sono neuroni presenti nella sostanza grigia del midollo spinale. Sono così denominate per il comportamento del loro neurite che, divenuto una fibra nervosa mielinica, abbandonata la sostanza grigia, decorre nei cordoni della sostanza bianca, in sistemi di fibre detti fasci (o funicoli). Il neurite delle cellule funicolari si mantiene, per tutto il decorso, nell’ambito del nevrasse.

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    Pituiciti

    I pituiciti sono cellule di nevroglia modificate che possono presentare aspetti morfologici di­versi. Si distinguono: adenopituiciti, di forma rotondeggiante, forniti di scarsi prolungamenti; reticolopituiciti, ricchi di prolungamenti, dispo­sti a formare una specie di rete; fibropituiciti, allungati o fusiformi; micropituiciti, più pic­coli degli altri tipi e con brevi prolungamenti.

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    Cellule dei bastoncelli

    Le cellule dei bastoncelli sono fotorecettori presenti sulla retina che consentono la visione in condizioni di scarsa luminosità, ma non la percezione cromatica che è garantita dalle cellule dei coni. Le cellule dei bastoncelli occupano tutta la retina tranne la regione maculare (ove sono presenti le cellule dei coni) e sono in numero di circa 100 milioni; permettono la cosiddetta visione scotopica, ossia la visione che si ha quando il livello di illuminazione è molto basso e consente di rilevare differenze di brillanza ma non differenze di cromaticità.

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    Osteociti

    Gli osteociti sono le cellule più numerose nell’osso che ha completato il suo sviluppo. Sono essenzialmente osteoblasti che, dopo aver elaborato la sostanza ossea, rimangono imprigionati nella matrice calcificata nell’interno di lacune ossee, cavità a forma lenticolare scavate nelle lamelle. Gli osteociti hanno la forma delle lacune ossee in cui sono accolti. Il corpo cellulare è appiattito, dovendosi adattare alla forma lenticolare della cavità che lo contiene ed è provvisto di numerosi e sottili prolungamenti alloggiati nei canalicoli ossei.

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    Linfociti

    I linfociti costituiscono il 25-35% dei leucociti. I linfociti vergini sono cellule che non sono mai state stimolate dall’antigene. Sono cellule globose, per lo più di piccole dimensioni, con un diametro di 6-9 µm (perciò detti piccoli linfociti circolanti), sono prive di attività fagocitaria, ma fornite di movimenti ameboidi mediante i quali possono, per diapedesi o per peripolesi, uscire o rientrare nel circolo. Nello striscio con colorazione di May-Grunwald-Giemsa o con colorazione di Wright, mostrano un ampio nucleo ovoidale o reniforme, con cromatina addensata, entro cui solitamente non è visibile il nucleolo.

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    Condrociti (o condroblasti o cellule cartilaginee)

    I condrociti (o condroblasti o cellule cartilaginee) sono accolti in spazi scavati nella sostanza intercellulare denominati lacune. Le lacune possono contenere uno solo o più condrociti. Nella parte centrale della cartilagine le cellule sono distribuite in gruppi, detti gruppi isogeni, ciascuno dei quali rappresenta la progenie di una cellula parentale, prodotta nel corso dell’accrescimento interstiziale. Le cellule sono sferiche od ovoidali. Verso la periferia della cartilagine, gli elementi diventano progressivamente appiattiti e perdono la loro distribuzione in gruppi.

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    Pneumociti

    Gli pneumociti sono le cellule che costituiscono l’epitelio che riveste gli alveoli polmonari. Si distinguono pneumociti di I e II tipo. Gli pneumociti di I tipo sono cellule appiattite il cui citoplasma si sol­leva, nella porzione che accoglie il nucleo, verso la cavità dell'alveolo. Il citoplasma è relativa­mente povero di organuli e può contenere vesci­cole di pinocitosi soprattutto nel versante che prospetta verso la membrana basale.

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