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    Cellule enterocromaffini (o argentaffini)

    Le cellule enterocromaffini (o argentaffini) entrano nella costituzione delle ghiandole gastriche propriamente dette (o ghiandole principali). Sono le cellule endocrine più numerose delle ghiandole gastriche e producono serotonina (o 5-idrossitriptamina) capace di stimolare la contrazione della muscolatura liscia. Le cellule enterocromaffini sono ricche di granuli elettronopachi e presentano un apparato di Golgi e un reticolo endoplasmatico granulare discretamente sviluppati. Nella parete dei tubuli delle ghiandole principali si trovano altre cellule endocrine secernenti vari ormoni (gastrina, enteroglucagone, ecc.) che sono attivi sulla muscolatura e sulle ghiandole gastrointestinali. Articolo creato il 27 marzo 2012. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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    Osteoclasti

    Gli osteoclasti sono cellule giganti plurinucleate, del diametro di 20-100 µm, contenenti decine di nuclei, che si trovano sulla superficie di trabecole ossee in via di riassorbimento. Sono gli elementi cellulari deputati a distruggere l’osso. Appaiono spesso accolti in fossette scavate sulla superficie della trabecola ossea, definite fossette o lacune di Howship, che si formano proprio per azione erosiva degli osteoclasti. Il loro citoplasma ha aspetto vacuolizzato ed è molto meno basofilo di quello degli osteoblasti o, in alcune di esse, debolmente acidofilo.

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    Granulociti (o leucociti polimorfonucleati)

    I granulociti (o leucociti polimorfonucleati) sono così detti per l’aspetto variamente segmentato (polimorfo) del nucleo. Sono cellule globose a vita limitata (alcune ore o pochi giorni). Contengono nel citoplasma numerose granulazioni ad affinità tintoriale diversa in base alla quale sono distinti in: Granulociti neutrofili (o eterofili), con affinità tintoriale per i sali neutri di alcuni coloranti, con granuli rosa-lilla. Rappresentano dal 50 al 70% di tutti i leucociti. Granulociti eosinofili (o acidofili), con affinità tintoriale per coloranti acidi, con granuli giallo-arancio. Rappresentano il 2-3% di tutti i leucociti. Granulociti basofili (o basici), con affinità tintoriale per coloranti basici, con grosse granulazioni blu-violetto. Rappresentano lo 0,5-1% di tutti i leucociti. Caratteristica…

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    Cellule radicolari

    Le cellule radicolari sono neuroni multipolari presenti nella sostanza grigia del midollo spinale. Il loro neurite, divenuto una fibra mielinica, fuoriesce dal nevrasse per portarsi nella compagine delle radici anteriori dei nervi spinali. Questi neuroni si distinguono in visceroeffettrici e somatomotrici. Le cellule radicolari visceroeffettrici, chiamate comunemente neuroni pregangliari (o visceroeffettori), sono prevalentemente localizzate nella base delle corna anteriori e hanno dimensioni inferiori a quelle delle somatomotrici e dendriti meno sviluppati. Sono deputate all’innervazione della muscolatura involontaria cui non inviano però direttamente gli impulsi nervosi, ma li trasmettono tramite l’interposizione dei neuroni dei gangli simpatici. Il neurite, provvisto di guaina mielinica, come fibra pregangliare esce dal midollo con le radici…

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    Globuli bianchi (o leucociti)

    I globuli bianchi (o leucociti) circolanti nel sangue periferico, pur essendo in numero relativamente scarso per mm3, rivestono particolare importanza ai fini delle difese cellulare e immunitaria dell’organismo. Nell’esame dell’ematocrito essi si raccolgono nel buffy coat, il sottile strato tra eritrociti e plasma sovrastante. Complessivamente i leucociti, che alla nascita raggiungono il numero di 16000-18000/mm3 di sangue, nell’adulto normale si riducono a 6000-8000/mm3.

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    Osteoblasti

    Gli osteoblasti partecipano direttamente alla formazione del tessuto osseo, secernendo i componenti organici della matrice (collagene, proteoglicani e glicoproteine) e regolando anche la deposizione di sali minerali. Si riscontrano soprattutto in corrispondenza delle superfici in via di espansione delle ossa e nello strato osteogenico del periostio e dell’endostio durante tutto il periodo di morfogenesi dell’osso.

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    Cellule caliciformi mucipare intestinali

    Le cellule caliciformi mucipare intestinali sono irregolarmente interposte agli ente­rociti sui villi intestinali, ma sono più numerose nelle cripte. Il loro secreto (muco) serve a lubri­ficare la superficie interna dell'intestino, facili­tando la progressione del contenuto intestinale. Poiché la massa delle sostanze non assorbite au­menta dalla parte prossimale alla distale dell'intestino, il numero delle cellule caliciformi au­menta nella stessa direzione.

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    Ganulociti neutrofili (o eterofili)

    I granulociti neutrofili (o eterofili) denominati anche microfagi, sono normalmente assenti nel tessuto connettivo lasso ma si accumulano in grande numero nei focolai di infiammazione provenendo dal sangue. Sono dotati di notevole motilità e di attività fagocitaria. Rappresentano la prima linea di difesa contro le infezioni.

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    Cellule dei coni

    Le cellule dei coni sono fotorecettori presenti sulla retina, sensibili alle forme ed ai colori. A differenza delle cellule dei bastoncelli (anch’esse fotorecettori retinici) non garantiscono la visione in condizioni di scarsa luminosità. Negli esseri umani ce ne sono tre tipi: sensibili al rosso, al verde e al blu; se attivati simultaneamente la luce percepita risulta essere bianca. Consentono di percepire dettagli e cambiamenti d'immagine più rapidi rispetto alle cellule dei bastoncelli, poiché i loro tempi di risposta agli stimoli sono più veloci.

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    Cellule interstiziali (di Leydig)

    Le cellule interstiziali (di Leydig) sono abbastanza voluminose (diametro fino a 20-25 µm) e possono trovarsi isolate o in pic­coli gruppi: nel primo caso hanno forma sferoi­dale, mentre nel secondo assumono forma poliedrica per gli intimi rapporti che contraggono reciprocamente. Il nucleo, sovente eccentrico, è abbastanza grande e presenta la cromatina di­spersa; contiene uno o più nucleoli. Il citopla­sma, nei comuni preparati istologici, appare vacuolizzato; con metodiche idonee risulta ricco di goccioline lipidiche. Sono inoltre visibili gra­nuli di pigmento giallo brunastro e formazioni cristalline (cristalli di Reinke) di dimensioni anche notevoli e di forma variabile, per lo più a bastoncino con le estremità assottigliate. All’e­same ultrastrutturale, le cellule interstiziali mo­strano…