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    Tireociti (o cellule follicolari)

    I tireociti (o cellule follicolari) sono le cellule che costituiscono l’epitelio follicolare nella tiroide. Presentano caratteristiche morfologiche piuttosto variabili. Al microscopio ottico, oltre alla variazione di altezza, esse presentano, in rapporto allo stadio funzionale, un diverso svi­luppo dell'apparato di Golgi, un grado variabile di basofilia citoplasmatica, più evidente in fase di attività secretoria e numerose gocciole PAS- positive, che si accumulano nella regione apicale.

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    Cellule del colletto

    Le cellule del colletto entrano nella costituzione delle ghiandole gastriche propriamente dette (o ghiandole principali). Sono caratterizzate da numerosi granuli di secreto (proteoglicani acidi) posti nella parte apicale della cellula; il nucleo si trova nel terzo basale. I granuli di secreto si svuotano nella superficie libera delle cellule tramite il processo di esocitosi. Queste cellule sono localizzate di preferenza nelle immediate vicinanze del collo delle ghiandole; si trovano però, con identici caratteri, anche intercalate alle cellule di altro tipo. Il muco secreto dalle cellule del colletto differisce da quello prodotto dall’epitelio di rivestimento gastrico in quanto costituito da proteoglicani acidi e non neutri. Articolo creato il 24 marzo 2012. Ultimo…

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    Granulociti eosinofili (o acidofili)

    I granulociti eosinofili (o acidofili) sono granulociti scarsi in quanto rappresentano solo il 2-3% di tutti i leucociti e sono così denominati per la spiccata affinità tintoriale dei loro granuli citoplasmatici verso i coloranti acidi. Hanno dimensioni variabili tra 12 e 15 µm di diametro. Il nucleo, ben evidente, mostra solitamente due lobature e solo raramente è multi segmentato. La cromatina è sempre etericromatica, priva di nucleoli.

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    Globuli bianchi (o leucociti)

    I globuli bianchi (o leucociti) circolanti nel sangue periferico, pur essendo in numero relativamente scarso per mm3, rivestono particolare importanza ai fini delle difese cellulare e immunitaria dell’organismo. Nell’esame dell’ematocrito essi si raccolgono nel buffy coat, il sottile strato tra eritrociti e plasma sovrastante. Complessivamente i leucociti, che alla nascita raggiungono il numero di 16000-18000/mm3 di sangue, nell’adulto normale si riducono a 6000-8000/mm3.

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    Cellule beta-pancreatiche

    Le cellule beta-pancreatiche (o cellule B) sono le più numerose tra quelle costituenti gli isolotti pancreatici (circa il 75-80%), hanno forma poliedrica od ovale e contengono granuli ben colorabili con l'ematossilina cromica e con la paraldeide fucsina, ma non con i metodi all'argento; i granuli sono insolubili in acqua, solubili in alcool e non resi­stono all'autolisi.

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    Cellule epiteliali timiche

    Le cellule epiteliali timiche (TEC) sono grandi, con nuclei voluminosi e un citoplasma espanso che contiene diversi inclusi. Nella zona corticale più esterna si trovano TEC che accolgono numerosi timociti all’interno di profonde invaginazioni citoplasmatiche. Molti di questi linfociti assumono caratteri di linfoblasti, sono cioè cellule voluminose e attivamente prendono il nome di cellule nutrici in quanto proliferanti. Le cellule nutrici producono interleuchina-7 (IL-7) che è in grado di sostenere la proliferazione dei timociti negli stadi più precoci. Nella zona midollare le TEC formano i corpuscoli timici di Hassal che sono costituiti da cellule epiteliali organizzate a “guscio di cipolla”: le cellule più centrali sono cheratinizzate, calcificate o necrotiche, e…

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    Cellule di Sertoli

    Le cellule di Sertoli sono di de­rivazione mesodermica e originano dalla proliferazione dell’epitelio celomatico; dopo il differenziamento perdono la capacità di dividersi. Sono molto alte (oltre 60 µm), estendendosi per tutto lo spessore dell’epitelio germinativo; con la base leggermente slargata poggiano sulla la­mina basale, mentre con l’apice sfrangiato si spingono fino al lume del tubulo. I contorni cel­lulari sono oltremodo anfrattuosi per gli intimi rapporti che si stabiliscono con le circostanti cellule germinali in via di differenziazione: in particolare le teste degli spermatidi in corso di differenziazione vengono accolte in profonde infossature citoplasmatiche apicali. A una certa distanza dalla base le cellule di sostegno sono collegate l’una all’altra da prolungamenti…

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    Cellule C (o parafollicolari)

    Le cellule C (o parafollicolari) possono essere situate fra i tireociti (o cellule follicolari), nel contesto della parete follicolare, senza peraltro raggiungere il lume del follicolo, oppure sono riunite in piccoli gruppi nello stroma interfollicolare. Sono responsabili della produzione di calcitonina, un ormone polipeptidico ad azione ipocalcemizzante, che inibisce la liberazione di sali minerali e in particolare di calcio da parte del tessuto os­seo e ha quindi un'azione antagonista a quella del paratormone (secreto dalle ghiandole paratiroidi). Le cellule parafollicolari possono captare precursori della serotonina (o 5-idrossitriptamina) e prendono quindi parte al metabolismo delle amine biogene.

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    Macrofagi (o istiociti)

    I macrofagi (o istiociti) rappresentano, per frequenza numerica, la seconda classe di elementi cellulari nel tessuto connettivo lasso. Come le altre cellule del tessuto connettivo hanno vita limitata quindi devono continuamente rinnovarsi; ciò è possibile tramite due meccanismi: Attività mitotica dei macrofagi preesistenti. Migrazione dal sangue circolante al tessuto connettivo dei loro precursori, i monociti, e trasformazione degli stessi in macrofagi. Per dimostrare la loro provenienza dai monociti si esegue un semplice esperimento: in un animale si iniettano cellule midollari marcate con timidina triziata. Dopo un certo intervallo di tempo, tramite autoradiografia, nel tessuto connettivo dell’animale si possono osservare macrofagi con nucleo marcato, cioè ricoperto di granuli che testimoniano la…

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    Cellule di rivestimento (o delomorfe)

    Le cellule di rivestimento (o delomorfe) entrano nella costituzione delle ghiandole gastriche propriamente dette (o ghiandole principali). Si ritiene che il luogo di formazione dell’acido cloridrico sia la membrana plasmatica che delimita i canalicoli (superficie secernente). Il grande numero (e la ricchezza in creste) dei mitocondri fornisce alla cellula l’energia per il trasporto attivo di ioni che è necessaria ai fini della produzione di acido cloridrico. Le cellule delomorfe secernono anche il fattore intrinseco.