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    Pituiciti

    I pituiciti sono cellule di nevroglia modificate che possono presentare aspetti morfologici di­versi. Si distinguono: adenopituiciti, di forma rotondeggiante, forniti di scarsi prolungamenti; reticolopituiciti, ricchi di prolungamenti, dispo­sti a formare una specie di rete; fibropituiciti, allungati o fusiformi; micropituiciti, più pic­coli degli altri tipi e con brevi prolungamenti.

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    Cellule dei bastoncelli

    Le cellule dei bastoncelli sono fotorecettori presenti sulla retina che consentono la visione in condizioni di scarsa luminosità, ma non la percezione cromatica che è garantita dalle cellule dei coni. Le cellule dei bastoncelli occupano tutta la retina tranne la regione maculare (ove sono presenti le cellule dei coni) e sono in numero di circa 100 milioni; permettono la cosiddetta visione scotopica, ossia la visione che si ha quando il livello di illuminazione è molto basso e consente di rilevare differenze di brillanza ma non differenze di cromaticità.

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    Osteociti

    Gli osteociti sono le cellule più numerose nell’osso che ha completato il suo sviluppo. Sono essenzialmente osteoblasti che, dopo aver elaborato la sostanza ossea, rimangono imprigionati nella matrice calcificata nell’interno di lacune ossee, cavità a forma lenticolare scavate nelle lamelle. Gli osteociti hanno la forma delle lacune ossee in cui sono accolti. Il corpo cellulare è appiattito, dovendosi adattare alla forma lenticolare della cavità che lo contiene ed è provvisto di numerosi e sottili prolungamenti alloggiati nei canalicoli ossei.

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    Condrociti (o condroblasti o cellule cartilaginee)

    I condrociti (o condroblasti o cellule cartilaginee) sono accolti in spazi scavati nella sostanza intercellulare denominati lacune. Le lacune possono contenere uno solo o più condrociti. Nella parte centrale della cartilagine le cellule sono distribuite in gruppi, detti gruppi isogeni, ciascuno dei quali rappresenta la progenie di una cellula parentale, prodotta nel corso dell’accrescimento interstiziale. Le cellule sono sferiche od ovoidali. Verso la periferia della cartilagine, gli elementi diventano progressivamente appiattiti e perdono la loro distribuzione in gruppi.

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    Linfociti

    I linfociti costituiscono il 25-35% dei leucociti. I linfociti vergini sono cellule che non sono mai state stimolate dall’antigene. Sono cellule globose, per lo più di piccole dimensioni, con un diametro di 6-9 µm (perciò detti piccoli linfociti circolanti), sono prive di attività fagocitaria, ma fornite di movimenti ameboidi mediante i quali possono, per diapedesi o per peripolesi, uscire o rientrare nel circolo. Nello striscio con colorazione di May-Grunwald-Giemsa o con colorazione di Wright, mostrano un ampio nucleo ovoidale o reniforme, con cromatina addensata, entro cui solitamente non è visibile il nucleolo.

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    Pneumociti

    Gli pneumociti sono le cellule che costituiscono l’epitelio che riveste gli alveoli polmonari. Si distinguono pneumociti di I e II tipo. Gli pneumociti di I tipo sono cellule appiattite il cui citoplasma si sol­leva, nella porzione che accoglie il nucleo, verso la cavità dell'alveolo. Il citoplasma è relativa­mente povero di organuli e può contenere vesci­cole di pinocitosi soprattutto nel versante che prospetta verso la membrana basale.

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    Cellule ossifile delle paratiroidi

    Le cellule ossifile delle paratiroidi cominciano a comparire verso i 5-6 anni di vita e, a partire dalla puber­tà, aumentano progressivamente di numero, senza tuttavia mai raggiungere quello delle cel­lule principali. Nell’adulto, e soprattutto nel vecchio, si raggruppano in ammassi circoscritti, ben distinti da quelli delle cellule principali. Hanno nucleo piccolo con cromatina addensata e citoplasma intensamente acidofilo. Tale acidofilia è dovuta alla ricchezza in enzimi ossida­tivi (particolarmente anidrasi carbonica), dimo­strabili istochimicamente e localizzati nei mito­condri. Al microscopio elettronico le cellule ossifile appaiono infatti stipate di mitocondri voluminosi, ricchi di creste e con matrice densa. Gli altri organuli citoplasmatici sono scarsa­mente rappresentati e così pure i granuli di gli­cogeno. Oltre…

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    Cellule principali (o adelomorfe)

    Le cellule principali (o adelomorfe) entrano nella costituzione delle ghiandole gastriche propriamente dette (o ghiandole principali). Esse secernono pepsinogeno, precursore inattivo dell’enzima proteolitico pepsina. Un altro enzima proteolitico secreto dalle cellule adelomorfe è la rennina (o chimosina), una proteasi che digerisce le proteine del latte ed è secreta abbondantemente nel periodo neonatale.

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    Plasmacellule

    Le plasmacellule, di solito scarse nel tipico tessuto connettivo lasso, sono più numerose nella tonaca propria e nella sottomucosa delle vie alimentare e respiratoria. Si accumulano in grande numero, invece, nel tessuto linfoide. Aumentano considerevolmente di numero nell’infiammazione cronica e nel luogo di iniezione di una proteina eterogenea. Rappresentano la principale fonte di anticorpi circolanti, cioè delle immunoglobuline del sangue, e si formano dai linfociti. Per questo motivo plasmacellule e linfociti non sono tipi cellulari differenti ma stati funzionali diversi dello stesso tipo cellulare: la plasmacellula rappresenta la forma attiva dei linfociti ed è capace di sintetizzare ed immettere in circolo un gran numero di anticorpi in risposta ad uno…

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    Cellule germinali (o seminali)

    Le cellule germinali (o seminali) sono dispo­ste in più strati (da 4 a 8) fra le cellule di Sertoli; quelle più periferiche poggiano sulla lami­na basale, mentre le più centrali sono in rappor­to con l’apice degli elementi di sostegno e spor­gono nel lume dei tubuli seminiferi. Esse rappresentano le varie tappe maturative attraverso le quali, dopo la pubertà, dagli spermatogoni (cellule germinali primitive) si giunge agli sper­matozoi, cioè ai gameti maschili. L’insieme di queste tappe, durante le quali gli elementi cellu­lari si spostano progressivamente dalla profon­dità dell’epitelio verso il lume del tubulo, prende il nome di spermatogenesi; nel corso di questa avvengono numerosi fenomeni di differen­ziazione e, attraverso la meiosi,…