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    Enterociti

    Gli enterociti ricoprono i villi intestinali e rappresentano una grande parte delle cellule che rivestono le cripte. Sono cellule alte, prismati­che, provviste di orletto striato con nucleo ovoidale posto nella parte media o profonda; il complesso di Golgi si trova sui lati del nucleo e tra questo e la superficie libera della cellula.

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    Cellule di Sertoli

    Le cellule di Sertoli sono di de­rivazione mesodermica e originano dalla proliferazione dell’epitelio celomatico; dopo il differenziamento perdono la capacità di dividersi. Sono molto alte (oltre 60 µm), estendendosi per tutto lo spessore dell’epitelio germinativo; con la base leggermente slargata poggiano sulla la­mina basale, mentre con l’apice sfrangiato si spingono fino al lume del tubulo. I contorni cel­lulari sono oltremodo anfrattuosi per gli intimi rapporti che si stabiliscono con le circostanti cellule germinali in via di differenziazione: in particolare le teste degli spermatidi in corso di differenziazione vengono accolte in profonde infossature citoplasmatiche apicali. A una certa distanza dalla base le cellule di sostegno sono collegate l’una all’altra da prolungamenti…

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    Granulociti basofili (o basici)

    I granulociti basofili (o basici) sono i leucociti meno numerosi (meno dell’1% del totale); nello striscio hanno diametro di 9-12 µm e sono riconoscibili, dopo colorazione May-Grunwald-Giemsa o Wright, per le grosse granulazioni blu-violetto del loro citoplasma.

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    Cellule epiteliali timiche

    Le cellule epiteliali timiche (TEC) sono grandi, con nuclei voluminosi e un citoplasma espanso che contiene diversi inclusi. Nella zona corticale più esterna si trovano TEC che accolgono numerosi timociti all’interno di profonde invaginazioni citoplasmatiche. Molti di questi linfociti assumono caratteri di linfoblasti, sono cioè cellule voluminose e attivamente prendono il nome di cellule nutrici in quanto proliferanti. Le cellule nutrici producono interleuchina-7 (IL-7) che è in grado di sostenere la proliferazione dei timociti negli stadi più precoci. Nella zona midollare le TEC formano i corpuscoli timici di Hassal che sono costituiti da cellule epiteliali organizzate a “guscio di cipolla”: le cellule più centrali sono cheratinizzate, calcificate o necrotiche, e…

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    Epatociti

    Gli epatociti hanno forma di poliedri con sei o più facce e misurano in sezione 20-25 µm. Sono disposti a formare lamine unicellulari tra loro anastomizzate e interposte al decorso dei sinusoidi. Delle varie facce che gli epatociti presentano, alcune sono rivolte verso la parete sinusoidale (poli vascolari), altre sono relativamente pia­neggianti e a stretto contatto con analoghe superfici di cellule epatiche adiacenti, insieme alle quali delimitano gli esili capillari biliari (poli biliari).

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    Piastrine (o trombociti)

    Le piastrine (o trombociti) sono piccoli elementi corpuscolati, privi di sostanza nucleare e quindi non da considerare elementi cellulari in senso classico. Le piastrine partecipano, insieme ad altri fattori, all’emostasi, ossia alla serie di eventi che determinano impedimento o arresto del sanguinamento che si verifica quando un vaso sanguigno è leso.

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    Cellule beta-pancreatiche

    Le cellule beta-pancreatiche (o cellule B) sono le più numerose tra quelle costituenti gli isolotti pancreatici (circa il 75-80%), hanno forma poliedrica od ovale e contengono granuli ben colorabili con l'ematossilina cromica e con la paraldeide fucsina, ma non con i metodi all'argento; i granuli sono insolubili in acqua, solubili in alcool e non resi­stono all'autolisi.

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    Macrofagi (o istiociti)

    I macrofagi (o istiociti) rappresentano, per frequenza numerica, la seconda classe di elementi cellulari nel tessuto connettivo lasso. Come le altre cellule del tessuto connettivo hanno vita limitata quindi devono continuamente rinnovarsi; ciò è possibile tramite due meccanismi: Attività mitotica dei macrofagi preesistenti. Migrazione dal sangue circolante al tessuto connettivo dei loro precursori, i monociti, e trasformazione degli stessi in macrofagi. Per dimostrare la loro provenienza dai monociti si esegue un semplice esperimento: in un animale si iniettano cellule midollari marcate con timidina triziata. Dopo un certo intervallo di tempo, tramite autoradiografia, nel tessuto connettivo dell’animale si possono osservare macrofagi con nucleo marcato, cioè ricoperto di granuli che testimoniano la…

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    Cellule C (o parafollicolari)

    Le cellule C (o parafollicolari) possono essere situate fra i tireociti (o cellule follicolari), nel contesto della parete follicolare, senza peraltro raggiungere il lume del follicolo, oppure sono riunite in piccoli gruppi nello stroma interfollicolare. Sono responsabili della produzione di calcitonina, un ormone polipeptidico ad azione ipocalcemizzante, che inibisce la liberazione di sali minerali e in particolare di calcio da parte del tessuto os­seo e ha quindi un'azione antagonista a quella del paratormone (secreto dalle ghiandole paratiroidi). Le cellule parafollicolari possono captare precursori della serotonina (o 5-idrossitriptamina) e prendono quindi parte al metabolismo delle amine biogene.

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    Melanociti

    Nell’epidermide, dopo i cheranociti, i melanociti rappresentano la popolazione cellulare più rappresentata. Il loro numero corrisponde a circa ¼ di quello delle cellule basali e, pur variando in rapporto ai diversi distretti cutanei, è relativamente costante per unità di area epidermica nei diversi individui (circa 1500/mm2). Inoltre, la distribuzione dei due principali tipi cellulari dell’epidermide non è casuale, tanto che può riconoscersi un’unità epidermico-melanica in cui un melanocito risulta circondato da  un insieme costituito da 36 cheratinociti.

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