Organi cavi

Gli organi cavi (stomaco, cuore, intestino, ecc.) sono costituiti da una parete che delimita un lume (per lume s’intende una cavità, quindi si capisce bene come lo stomaco abbia una cavità, la trachea anche e pure i vasi sanguiferi la possiedono. Organi pieni come il fegato o il polmone, invece, non la possiedono e sono definiti anche parenchimatosi).
La parete degli organi cavi è formata da diversi strati che vengono definiti tonache. Lo strato più interno, quello che si rivolge al lume e che quindi viene a contatto col contenuto dell’organo, prende il nome di tonaca mucosa nel caso dei visceri; nei vasi sanguiferi è chiamata tonaca intima; nel cuore endocardio; nell’utero endometrio. Parliamo in questi casi sempre della stessa tonaca, quella mucosa.

  • La tonaca mucosa a sua volta è formata da altri 3 strati che, procedendo dall’interno verso l’esterno (quindi dal lume verso la parete) sono:
    • L’epitelio di rivestimento, che ha funzione protettiva e media gli scambi tra il lume del viscere e il sangue e la linfa che scorrono nei vasi parietali dato che è in grado di assorbire sostanze presenti nel contenuto stesso e secernere materiali che si riversano nel lume.
      Nei vasi dell’apparato circolatorio l’epitelio prende il nome di endotelio. Oltre alle normali funzioni di tutti gli epiteli di rivestimento, esso ha l’importante compito, con la sua continuità, di impedire la coagulazione del sangue. (Questo spiega come, nel caso di danneggiamento dell’epitelio per esempio a causa di una placca aterosclerotica, è più facile la formazione di trombi). L’endotelio poggia su uno strato sottoendoteliale che, oltre a funzioni trofiche e di supporto, può essere sede di deposito per materiali assorbiti.
    • La lamina propria, a prevalente costituzione connettivale, ha funzioni di sostegno e trofiche (di nutrimento) per l’epitelio di rivestimento ed è determinante per l’architettura della parete. In questa lamina possono essere presenti ghiandole che con il loro secreto vanno ad arricchire il contenuto del lume. Queste ghiandole si distinguono in intramurali ed extramurali a seconda se, rispettivamente,  sono accolte interamente nello spessore della parete del viscere o sono unità distinte collegate alla parete stessa tramite uno o più condotti escretori.
    • La muscularis mucosae, che assicura alla tonaca mucosa una propria motilità. Come per la tonaca muscolare, il controllo dell’attività contrattile è assicurato dal sistema nervoso simpatico.
  • Al di sotto della tonaca mucosa è presente la tonaca sottomucosa che è presente nei visceri ma non nel cuore e nei vasi. Essa è costituita da connettivo lasso che le permette di essere in un certo modo svincola la tonaca mucosa dagli strati più esterni; ecco perché la mucosa è capace di motilità autonoma e può essere facilmente separata dagli altri strati. Anche la tonaca sottomucosa può contenere ghiandole intramurali. Infine, questa tonaca è sede di vasi e nervi in relazione con l’irrorazione e innervazione della tonaca mucosa.
  • Al di sotto della sottomucosa è presente la tonaca muscolare. Questa, nei vasi è chiamata tonaca media, nel cuore miocardio e nell’utero miometrio. Come per la tonaca mucosa, anche qui stiamo parlando della stessa tonaca: la muscolare. Questa tonaca assicura all’organo le caratteristiche di motilità complessiva. Nei visceri cavi questa tonaca è costituita da fasci di fibre muscolari diversamente orientati che permettono all’organo movimenti peristolici e movimenti peristaltici.
    • Con la peristolisi l’organo cavo modifica la propria capacità in funzione del volume del materiale presente nel lume (come lo stomaco).
    • Con la peristalsi, invece, l’organo compie movimenti che assicurano la progressione del contenuto nel lume, nello stesso senso dell’onda di propagazione. Come per la muscularis mucosae, il controllo dell’attività contrattile è assicurato dal sistema nervoso simpatico.
  • La tonaca media può avere una costituzione prevalentemente muscolare (come nel cuore, nei grandi vasi -le cosiddette arterie muscolari-, in alcune vene di propulsione), elastica (come nelle grosse arterie) o fibrosa (come in alcune vene di ricezione).  Nei vasi con tonaca media di tipo muscolare, la progressione del sangue è assicurata dalla stessa attività contrattile di questa tonaca; nelle vasi di tipo elastico, la progressione del sangue è assicurata dal ritorno elastico del vaso che si dilata quando il sangue viene pompato dal cuore; nelle vasi di tipo fibroso, la progressione del sangue avviene per forza di gravità o per un’azione di compressione estrinseca delle pareti vascolari (come accade nelle vene che si trovano tra i muscoli i quali, quando contratti, premono sulle stesse vene permettendo al sangue di scorrere). Questa tonaca riceve nutrimento mediante il sangue proveniente dai vasa vasorum che hanno sede nella tonaca avventizia.
  • Ancor più all’esterno, è presente la tonaca avventizia. È formata da tessuto connettivo denso. Ha la sua importanza in quanto avvolge i visceri cavi e i vasi andando a mediare i rapporti con ciò che si trova subito all’esterno di questi organi. Da essa, inoltre, prendono ancoraggio mezzi di fissità (legamenti). L’avventizia dei vasi può anche presentare fibre elastiche o muscolari ed è la sede dei vasa vasorum, piccoli vasi che irrorano la tonaca media.

In alcuni organi dell’addome e della pelvi (il bacino basso) la tonaca avventizia è sostituita da una tonaca sierosa formata da uno strato superficiale esterno di mesotelio, sostenuto da uno strato sottomesoteliale. In questi organi la tonaca sierosa prende il nome di peritoneo viscerale; nel cuore prende il nome di epicardio e nell’utero perimetrio. Essa non poggia direttamente sulla tonaca muscolare in quanto tra questi due strati è interposto tessuto adiposo. Ha le stesse funzioni della tonaca avventizia.

Strati della parete degli organi cavi

Organo cavo

Articolo creato il 15 febbraio 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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