Tubercolosi dell’utero (o genitale)

Dopo l’endometrite postabortiva e postpuerperale, la tubercolosi dell’utero (o genitale) rappresenta una delle più frequenti forme di endometrite. La tubercolosi del corpo dell’utero occupa il secondo posto (80%) nelle manifestazioni tubercolari dell’apparato genitale femminile, preceduta dalla salpingite tubercolare, seguita dalla tubercolosi dell’ovaio e della vagina. Abitualmente, la tubercolosi dell’endometrio e della cervice è secondaria ad una tubercolosi della salpinge; la propagazione dell’infezione avviene di regola per via canalicolare discendente. Possibile è anche la diffusione per contiguità o per via linfatica, partendo da una tubercolosi tubarica o peritoneale. Di gran lunga meno frequente è l’infezione per via ematica, che si verifica nella tubercolosi miliare generalizzata.
Il bacillo di Koch ha la capacità di eccitare l’endotelio tubarico che diventa molto proliferativo sino a simulare un carcinoma tubarico. Questo fenomeno riguarda anche il collo dell’utero e l’endometrio. Nell’endometrio, però, non si forma il granuloma a causa del ciclo a cui è sottoposto, in quanto sono necessari almeno 40 giorni per la formazione del granuloma stesso. In questo caso si osserva un insieme di cellule giganti, cellule epitelioidi, cellule che derivano da un granuloma in fase di organizzazione. L’unico caso in cui si può osservare un granuloma endometriale è quello che si sviluppa per un infezione nel periodo postmenopausale.

L’endometrite tubercolare è la forma di gran lunga più frequente di tubercolosi del corpo dell’utero, essendo di regola l’interessamento del miometrio e del perimetrio secondario (per contiguità o per via linfatica) a quello dell’endometrio; la perimetrite tubercolare può anche fare parte di una peritonite specifica: è frequente causa di sterilità che può essere l’unico sintomo della malattia
Si distingue una forma a focolai miliarici, una forma a focolai nodulari ed una forma ulcero-caseosa.

  • Nell’endometrite tubercolare a focolai miliarici, solo di rado i tubercoli sono visibili macroscopicamente, come nodulini grigiastri o grigio-giallastri nella mucosa tumida ed iperemica. Istologicamente, i tubercoli miliari sono per lo più distribuiti irregolarmente e prediligono le zone situate in prossimità delle arteriole endometriali.
  • L’endometrite tubercolare a focolai nodulari si presenta sotto forma di placche nodulari giallastre che ispessiscono la mucosa e sconfinano spesso nel miometrio.
  • Nell’endometrite tubercolare ulcero-caseosa, la mucosa rigonfia ed aumentata di spessore si presenta diffusamente caseificata e cosparsa di ulcerazioni; materiale caseoso si riscontra nella cavità uterina. Si associa una pelvi-peritonite tubercolare e può coesistere una tubercolosi renale. Se, per un processo di fibrosi, si occlude l’orifizio uterino interno, l’essudato caseoso, non potendo essere eliminato all’esterno, si accumula in cavità determinando un aumento di volume talora cospicuo dell’utero; si parla di piometra tubercolare.

Articolo creato il 7 agosto 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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