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    Sintesi del peptidoglicano

    Il peptidoglicano (o mucopeptide batterico o mureina), è il componente fondamentale della parete cellulare dei batteri. È un enorme polimero le cui unità strutturali sono rappresentate da due carboidrati azotati, l’N-acetilglucosamina (NAG) e l’acido muramico, legati tra loro mediante un legame β,1-6. Al gruppo carbossilico dell’acido muramico è legato un tetrapeptide i cui aminoacidi di solito rappresentati, nell’ordine, da L-alanina, acido D-glutamico, L-lisina o acido mesodiaminopimelico (quest’ultimo di solito presente nei Gram-negativi, con l’eccezione delle spirochete) e D-alanina.

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    Prevenzione dell’assorbimento di un veleno

    Il trattamento degli avvelenamenti acuti deve essere tempestivo. Il primo obiettivo è il mantenimento delle funzioni vitali, se la loro compromissione è imminente. In secondo luogo, bisogna mantenere la concentrazione del veleno nei tessuti a rischio ai livelli più bassi possibi­li, prevenendone l’assorbimento e favorendone l’elimina­zione. Il terzo obiettivo è combattere gli effetti farmaco­logici e tossicologici sui siti effettori. Si può agire in diversi modi: Emesi. Lavanda gastrica. Carbone attivo. Inattivazione chimica. Purganti. In caso di inalazione di una sostanza tossica, il primo provvedimento da mettere in atto è allontanare il paziente dalla fonte d’esposizione. Analogamente, è ne­cessario lavare abbondantemente la cute, se è venuta a contatto con il veleno.…

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    Metacolina

    La metacolina è un estere sintetico della colina, quindi un farmaco parasimpaticomimetico diretto, che presenta un gruppo metilico sul carbonio β. Differisce dall’acetilcolina (ACh)principalmente per la sua maggiore durata e selettività d’azione. Meccanismo d’azione della metacolina La metacolina agisce legandosi ai recettori colinergici muscarinici. Proprietà farmacologiche della metacolina Sono quelle tipiche dei parasimpaticomimetici, con una spiccata attività a livello cardiovascolare (scarsa per gli altri farmaci di questa classe) tant’è che, a differenza di altri farmaci della stessa classe, non è utilizzata a livello dell’apparato gastrointestinale. Basta una quantità 200 volte inferiore a quella dell’acetilcolina, iniettata per via endovenosa in infusione continua, per ottenere ipotensione e bradicardia. Apparato cardiovascolare: vasodilatazione, effetti…

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    Tubercolosi dell’utero (o genitale)

    Dopo l’endometrite postabortiva e postpuerperale, la tubercolosi dell’utero (o genitale) rappresenta una delle più frequenti forme di endometrite. La tubercolosi del corpo dell’utero occupa il secondo posto (80%) nelle manifestazioni tubercolari dell’apparato genitale femminile, preceduta dalla salpingite tubercolare, seguita dalla tubercolosi dell’ovaio e della vagina. Abitualmente, la tubercolosi dell’endometrio e della cervice è secondaria ad una tubercolosi della salpinge; la propagazione dell’infezione avviene di regola per via canalicolare discendente. Possibile è anche la diffusione per contiguità o per via linfatica, partendo da una tubercolosi tubarica o peritoneale. Di gran lunga meno frequente è l’infezione per via ematica, che si verifica nella tubercolosi miliare generalizzata. Il bacillo di Koch ha la…

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    Nuclei del corno posteriore del midollo spinale

    Il corno posteriore del midollo spinale ha funzione sensitiva; ad esso mettono infatti capo le fibre centrali dei neuroni a T dei gangli spinali, o i loro rami collaterali, che recano impressioni della sensibilità generale, sia somatica che viscerale, raccolte dai recettori che le fibre periferiche dei neuroni a T dei gangli spinali stessi formano nei diversi territori periferici del corpo. Il corno posteriore del midollo spinale accoglie pertanto i nuclei sensitivi, i quali danno origine a fasci nervosi che si recano all’encefalo: sono i nuclei somatosensitivi e i nuclei viscerosensitivi posti alla base del corno posteriore, distribuiti in diverse parti del corno posteriore e rappresentati dalla colonna intermedia mediale,…

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    Apomorfina

    L’apomorfina è un derivato della morfina, dotato di analogie strutturali con la dopamina. L’apomorfina è pertanto usata nella terapia del morbo di Parkinson idiopatico ma essendo anche un potente emetico (agisce sulla zona chemorecettrice del vomito  sita nel midollo allungato) è necessario preparare il paziente con farmaci antiemetici come domperidone o trimetobenzamide (tali farmaci vanno somministrati 3 giorni prima della terapia con apomorfina). Proprietà farmacologiche dell’apomorfina L’apomorfina è un agonista dopaminergico che possiede elevata affinità per i recettori dopaminergici D4, moderata affinità per i D2, D3, D5 e bassa per i D1. Ha anche moderata affinità per i recettori α-adrenergici. Meccanismo d’azione dell’apomorfina Come emetico, l’apomorfina agisce attivando i recettori…

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    Ossitocina

    L’ossitocina è un neuropeptide di 9 aminoacidi sintetizzato nei neuroni del nucleo sopraottico e del nucleo paraventricolare dell’ipotalamo. È stata trovata anche nell’ipotalamo, nel nucleo di Meynert, nel globo pallido, nell’amigdala anteriore e in neuroni del sistema nervoso periferico. L’ossitocina prodotta nel pirenoforo viene trasportata lungo gli assoni dei neuroni fino alla neuroipofisi (o ipofisi posteriore), dove viene liberata. L’organo bersaglio dell’ossitocina è il miometrio cioè la muscolatura dell’utero, come pure il mioepitelio delle ghiandole mammarie. Funzioni dell’ossitocina Verso la fine della gravidanza il miometrio uterino, per effetto degli estrogeni, diventa particolarmente sensibile all’ossitocina. L’ipofisi posteriore verso il 280° giorno di gravidanza secerne una maggiore quantità di questo ormone che…

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    Pompa protonica (o idrogeno-potassio)

    La pompa protonica (o idrogeno-potassio) lavora contro gradiente scambiando il potassio con gli idrogenioni con stechiometria di 1:1 (quindi non è elettrogenica). Si trova maggiormente sulle cellule parietali gastriche ma è anche riscontrabile nel dotto collettore e sulla mucosa del colon. La H+-K+-ATPasi ha una struttura molto simile alla pompa sodio-potassio: anche qui si riconoscono due subunità α e due β con la α che è responsabile della funzionalità della pompa protonica contenendo i siti di legame degli ioni, di fosforilazione e di attività ATPasica.

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    Meccanismo di feedback

    L’attività delle ghiandole endocrine è costantemente controllata da una serie di sistemi che tendono ad adeguare i livelli ormonali alle esigenze dell’organismo. Il meccanismo di feedback (o retroattivo) è quello principale attraverso cui una secrezione ormonale è regolata dalla concentrazione dell’ormone stesso o da funzioni da esso correlate. Il feedback è più frequentemente di tipo negativo e più raramente positivo. È definito negativo quando un ormone inibisce la secrezione degli ormoni che hanno indotto la secrezione del primo; viceversa, è definito positivo. Ancora, si possono distinguere feedback lunghi, corti e ultracorti. Il feedback lungo si verifica quando la secrezione di un ormone richiede l’intervento del sistema ipotalamo-ipofisario. Il feedback corto si…

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