Endocrinologia e malattie del metabolismo,  Farmacologia e tossicologia clinica

Sindrome post finasteride

La sindrome post finasteride (PFS) è una condizione patologica caratterizzata dalla persistenza e dallo sviluppo di effetti collaterali fisici e/o psichici dopo l’interruzione del trattamento con inibitori della 5-alfa reduttasi come la finasteride e la dutasteride.
La finasteride è un farmaco utilizzato per contrastare sia l’alopecia androgenetica sia l’iperplasia prostatica e la sindrome è stata evidenziata in particolare in giovani pazienti che fanno uso cronico della sostanza per il trattamento dell’alopecia androgenetica.

Epidemiologia
Attualmente l’incidenza della sindrome post finasteride non è conosciuta, anche perché questa sindrome, pur descritta ed evidenziata in diversi studi, non è ancora formalmente riconosciuta dalla maggior parte delle autorità della farmacovigilanza (AIFA) perciò non è riportata nei foglietti illustrativi, nelle linee guida e non sono stati diramati bollettini volti a informare specialisti e medici di famiglia di questa eventualità. Ciò contribuisce a generare erronee diagnosi di disfunzioni sessuali con causa psicologica, che vengono perciò affrontate in maniera inadeguata, e alla mancata segnalazione alle autorità di farmacovigilanza dei casi con grave sottostima del fenomeno.
Per questo motivo l’Associazione Vittime Finasteride può consigliarvi a chi rivolgervi nel caso riscontrate effetti collaterali dal farmaco.

Eziologia
La causa della sindrome post finasteride non è attualmente conosciuta.

Patogenesi
I ridotti livelli di diidrotestosterone e dei metaboliti della 5-alfa-reduttasi di tipo II ad azione neuroattiva, in aree del SNC fondamentali per l’attività sessuale e il tono dell’umore, sembrerebbero essere i responsabili della sindrome.
Nella sindrome potrebbero essere implicati anche meccanismi di alterazione epigenetica dell’enzima 5-alfa reduttasi di tipo II (che ha la funzione di convertire il testosterone in diidrotestosterone).

Quadro clinico
La finasteride si è dimostrata in grado di causare un’ampia gamma di disordini durante il trattamento e dopo la sua sospensione:

  • disordini della sfera sessuale: diminuzione della libido, riduzione delle erezioni mattutine, disfunzione erettile, impotenza, disturbi eiaculatori con diminuzione dell’intensità orgasmica, riduzione del getto e del volume seminale, restringimento e intorpidimento del pene, induratio penis plastica, intorpidimento testicolare, dolori testicolari cronici;
  • disordini della sfera fisica: ginecomastia, fatica cronica, mialgie, miopatie, miastenia, rabdomiolisi, atrofia muscolare, secchezza della cute, della produzione di sebo, melasma, diminuzione perdita localizzata di tessuto adiposo, acufeni, aumento del deposito di grasso, obesità, riduzione di HDL, aumento dei trigliceridi, diminuzione della temperatura corporea, autolesionismo;
  • disturbi della sfera psichiatrica e neurologica: problemi di memoria, diminuzione dell’attenzione, rallentamento nell’apprendimento, depressione, ansia, insonnia, ideazione suicidarie, assenza di emotività;
  • disturbi immunologici: depressione immunitaria.

Questi sintomi possono presentarsi durante il periodo di assunzione del farmaco e sono il motivo per cui molti pazienti interrompono il trattamento per la calvizie. Dopo l’interruzione, in un periodo variabile di tempo legato all’emivita del farmaco nell’organismo (3-5 mesi), i sintomi scompaiono. Purtroppo, circa il 3% degli uomini sottoposti al trattamento con finasteride non presentano miglioramenti a distanza di mesi/anni, sfociando nella sindrome post finasteride.

I sintomi più comuni sono la perdita di libido e della funzione sessuale, astenia, depressione, ansia, problemi cognitivi, disturbi del sonno; variano da persona a persona, con differenti gradi di gravità. Questi sintomi impattano fortemente sulla vita delle vittime e sui loro cari, spesso con ripercussioni professionali, relazionali e sociali.

Diagnosi
Non è stato attualmente individuato un test di laboratorio in grado di confermare la presenza della patologia; i classici parametri ormonali ematici comunemente associati alla comparsa di disfunzioni sessuali (abbassamento testosterone, innalzamento prolattina) risultano nella norma.
Attualmente non vi sono analisi che permettano di capire la predisposizione di un soggetto a sviluppare la PFS che può svilupparsi a prescindere della durata del trattamento con il farmaco.
Le analisi del sangue e i test di laboratorio evidenziano solo a volte e solo per certi soggetti squilibri ormonali.

Trattamento
Al momento, purtroppo, non esiste una terapia specifica per la sindrome post finasteride.

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