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Tecnica Valve-In-Valve all’Anthea Hospital di Bari

Heart Valve Reference Center di Anthea Hospital di Bari: il centro specializzato nel trattamento delle patologie valvolari del cuore.

L’équipe ha eseguito un particolare intervento su un paziente fragile utilizzando l’innovativa tecnica Valve-In-Valve.

Bari, dicembre 2020 – Presso Anthea Hospital, Ospedale di Alta Specialità di Bari accreditato con il SSN, è attivo l’Heart Valve Reference Center, punto di riferimento per il trattamento mininvasivo delle patologie valvolari e centro ad alto volume di interventi con tecnica TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation).

Presso la struttura pugliese, durante l’ultimo anno sono stati eseguiti oltre 100 interventi di sostituzione valvolare aortica mediante questa tecnica percutanea. Ad operare sono gli specialisti dell’Heart Team – cardiochirurghi, cardiologi interventisti e clinici, anestesisti – coordinati dal prof. Giuseppe Speziale, Responsabile delle Cardiochirurgie di GVM Care & Research (gruppo ospedaliero italiano), e dal dott. Gaetano Contegiacomo, specialista in Cardiologia Interventistica e responsabile dell’Unità di Emodinamica di Anthea Hospital.

Inizialmente la TAVI veniva impiegata specialmente nei pazienti fragili, ovvero in quelle situazioni definite ad alto rischio che precludevano la chirurgia classica. Negli ultimi anni le indicazioni si sono estese progressivamente ad una casistica più ampia fino ad includere anche i pazienti a basso rischio. Questa tecnica permette un approccio mininvasivo per la sostituzione di protesi delle valvole aortiche compromesse senza fermare l’attività del cuore:

Ad Anthea Hospital eseguiamo un elevato volume di interventi con questa tecnica, il che si traduce in una sempre maggiore qualità e precisione del risultato operatorio – spiega il prof. Giuseppe Speziale –. Il tasso di complicanze vascolari a 30 giorni dall’intervento è inferiore all’1%, un valore decisamente sotto la media nazionale, compresa tra il 4 e l’8%.

La peculiarità dell’utilizzo della TAVI consiste nella possibilità di impiantare una protesi artificiale per via percutanea, attraverso l’arteria femorale o l’apice del ventricolo sinistro senza l’ausilio della circolazione extracorporea.

I pazienti sottoposti a TAVI non affrontano un’anestesia totale, non vengono intubati né sottoposti a tagli chirurgici e l’impianto può essere fatto a cuore battente. Questo comporta una migliore risposta post-operatoria del paziente, con minori rischi di complicanze e tempi di recupero più veloci, e dunque un ritorno alla quotidianità più agevole

commenta il dott. Contegiacomo.

Come nel caso di un paziente di 76 anni: l’uomo era già stato operato in passato per una sostituzione valvolare aortica e gli era stata impiantata una protesi biologica che, con il passare degli anni, è andata incontro al naturale processo di usura. È stato necessario dunque intervenire con una metodica innovativa denominata “Valve-In-Valve”: questa prevede il posizionamento della nuova protesi aortica all’interno di quella precedentemente impiantata.

Non vi sono state complicanze, il paziente è stato dimesso dopo soli 3 giorni di degenza post-operatoria e oggi è tornato alla sua quotidianità ma con una migliore qualità ed aspettativa di vita.

La procedura può essere considerata a basso rischio solo se eseguita in centri ad alto volume, come lo è Anthea Hospital di Bari, e da operatori esperti.

Prof. Speziale

 

Dott. Contegiacomo

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