Fenomeni cadaverici immediati

I fenomeni cadaverici immediati sono tre: arresto della respirazione, arresto della circolazione ematica e arresto della funzione nervosa. Essi constano in perdita della coscienza, perdita della sensibilità generale e specifica, immobilità per scomparsa della motilità volon­taria, cessazione dell’attività respiratoria e di quella circolatoria.
Sono i parametri che consentono di porre diagnosi di deces­so, ma la loro semplice osservazione clinica non può dare la certezza della morte: alla constatazione del decesso sulla base della semplice obiettivazione dovrà seguire l’accertamento, in quanto vi possono essere delle situazioni in cui le funzioni vitali sono attenuate e mal accertabili, ma non cessate.
La rilevazione dell’arresto della circolazione ematica è ritenuta la prova principe, anche se vi possono essere condizioni quali la disidratazione (ad esempio nei colerosi) ovvero l’ipotermia che possono rendere non percepibili i polsi periferici, mentre vi è ancora una residua attività cardiaca.
È pertanto doveroso ricercare un’obiettivazione certa della cessazione dell’atti­vità cardiaca: è l’elettrocardiogramma che consente di accertare la morte, anche ai fini legali, con un tracciato protratto per almeno 20 mi­nuti che attesti la cessazione della attività cardiaca e di conseguenza la necrosi neuronale.

Articolo creato il 6 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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