Monocitopoiesi

I monociti hanno un progenitore in comune con gli elementi granulocitari, denominato in vitro Unità Formante Colonie Granulocito-Monocitarie (CFU-GM).
I monociti sono presenti in scarsa quantità nel midollo, dove hanno fasi maturative morfologicamente mal definite. È stato riconosciuto uno stadio monocitario giovanile, il promonocito, con dimensioni maggiori del monocito, con abbondante citoplasma basofilo, povero di lisosomi, e con un grosso complesso di Golgi, il quale prolifera attivamente; il passaggio dal promonocito al monocito è caratterizzato dall’aspetto reniforme del nucleo, dall’aumento di lisosomi e dall’acquisizione della mobilità.
I monociti liberati nel circolo sanguigno vi rimangono per tempi brevissimi e passano nel tessuto connettivo lasso dove completano il loro ciclo vitale come macrofagi. I monociti del sangue circolante, come i granulociti, sono dunque cellule in transito dal midollo al connettivo. In tale tessuto i monociti perdono i caratteri di monocito e si trasformano in macrofagi. Tale trasformazione è caratterizzata da un’accentuata attività fagocitaria, dall’aumento considerevole del numero di lisosomi, dei microtubuli, dei microfilamenti e dallo sviluppo di un voluminoso complesso di Golgi. I macrofagi possono vivere parecchie settimane e, oltre ad attività fagocitaria verso particelle ed elementi morti o alterati, sono in grado di esercitare funzioni cooperative con cellule linfoidi a funzione immunitaria.

Come la granulocitopoiesi, la monocitopoiesi è regolata da agenti stimolanti chiamati genericamente Fattori Stimolanti le Fattori stimolanti la monocitopoiesiColonie (CSF), di origine diversa, che agiscono sia sui progenitori più immaturi (CFU-GEMM, CFU-GM) sia, insieme a fattori più specifici (G-CSF e M-CSF) sui progenitori commissionati per la sola granulo poiesi (CFU-G) e per la sola monocito poiesi (CFU-M). Questi agenti non sono altro che citochine, di natura glicoproteica, prodotte da monociti, macrofagi, linfociti attivati, ecc.. Il GM-CSF è anche chiamato IL3 prodotta da linfociti attivati. Essa agisce anche su altri progenitori emopoietici (CFU-Mk, BFU-E, ecc.).
La regolazione della granulo-monocitopoiesi avviene anche per la presenza di fattori a funzione inibitoria prodotti, ad esempio, dai granulociti (caloni, lattoferrina), oppure da macrofagi, come prostaglandine (PG1). Questi inibitori agiscono sui progenitori e precursori a livelli maturativi diversi e contribuiscono al mantenimento fisiologico della popolazione granulo-monocitaria.

Articolo creato il 6 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi soto il titolo.

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