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    Istologia,  Sangue

    Midollo osseo (o tessuto mieloide)

    Contenuto nelle cavità midollari delle ossa, il midollo osseo (o tessuto mieloide) è il principale organo emopoietico (emo = sangue; poièo = fabbrico) nella seconda metà dello sviluppo fetale e durante la vita postnatale; inoltre ha: Funzioni osteogeniche, in quanto contiene osteoblasti ed osteoclasti nonché fornisce i vasi sanguigni all’osso in formazione. Funzione emocateretica (o emoclasica), in quanto svolge un ruolo importante nella distruzione delle cellule ematiche invecchiate o danneggiate ad opera dei macrofagi del sistema reticolo-istiocitario. Funzioni immunologiche, in quanto, indirettamente, partecipa alle reazioni immunitarie dato che fornisce al timo le cellule staminali che in questo organo si differenziano in linfociti T. Inoltre, produce monociti e macrofagi nonché linfociti B.…

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    Istologia,  Tessuto osseo

    Matrice inorganica (o minerale) dell’osso

    La matrice inorganica (o minerale) dell’osso aumenta durante lo sviluppo e l’accrescimento raggiungendo il 65% del peso secco dell’osso. Il contenuto in Sali minerali si abbassa nel rachitismo e nell’osteomalacia. La componente minerale dell’osso è rappresentata principalmente da fosfato di calcio e da carbonato di calcio nonché da quantità minori di altri Sali. La composizione della matrice minerale varia con l’età ed in rapporto a fattori dietetici.

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    Istologia,  Tessuto cartilagineo

    Cartilagine elastica

    Sono costituiti da cartilagine elastica le cartilagini del padiglione auricolare e del meato uditivo esterno, le cartilagini della tuba uditiva, l’epiglottide e la parte delle cartilagini corni culate e cuneiformi ed il processo vocale delle cartilagini aritenoidi. La cartilagine elastica differisce a fresco dalla cartilagine ialina per il colore giallastro e per la maggior opacità dovuta all’elevato numero di fibre elastiche nella matrice, per la flessibilità e l’elasticità, per il basso contenuto in proteoglicani e per la minore omogeneità della matrice.

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    Istologia,  Tessuto epiteliale ghiandolare

    Ghiandole esocrine semplici e composte

    In base all’esistenza o meno di ramificazioni del dotto escretore, le ghiandole pluricellulari possono essere classificate in ghiandole semplici o ghiandole composte. Nel caso delle ghiandole composte, ogni ramificazione del dotto escretore termina con un adenomero. Le ghiandole esocrine semplici sono classificate in: tubulari semplici, tubulari a gomitolo o glomerulari, tubulari ramificate ed acinose o alveolari.

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    Istologia,  Tessuto connettivo

    Tessuto connettivo lasso

    Il tessuto connettivo lasso è il tipo più diffuso di tessuto connettivale. Deriva dal mesenchima, o connettivo embrionale, che è costituito da cellule di forma stellata dotate di vivace attività ameboide immerse in una sostanza amorfa piuttosto fluida. Nel corso della differenziazione le cellule mesenchimali perdono le proprietà ameboidi e diventano fisse, elaborano tutti  costituenti chimici della sostanza amorfa e si trasformano nei vari tipi cellulari del tessuto connettivo. Tra di esse si deposita un intreccio di esili fibre reticolari e successivamente si raccolgono in fasci assumendo le proprietà tintoriali del collagene.  

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    Metodi per la dimostrazione degli acidi nucleici

    Sia il DNA che l’RNA per la presenza di residui di acido fosforico dimostrano una notevole basofilia. Un metodo comunemente impiegato per la dimostrazione contemporanea di questi due acidi nucleici è quello basato sulla miscela verde di metile-pironina. A pH determinati, il verde di metile colora il DNA (la cromatina) in verde e la pironina colora l’RNA (nucleolo e zone basofile del citoplasma) in rosso. La basofilia dovuta al DNA e all’RNA possono essere distinte mediante l’incubazione preliminare di sezioni di controllo rispettivamente con DNasi o RNasi.

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    Istologia

    Argentofilia (o argirofilia) ed argentaffinità

    Col termine argentofilia (o argirofilia) si suole indicare l'affinità di un determinato substrato organico a legare sali d'argento. Se, a seguito di tale legame, il preparato viene trattato a mezzo di una sostanza riducente, dal sale si libera argento metallico di colorito nero che consente l'indivi­duazione delle fibre. In contrasto con le fibre reticolari, quelle collagene assumono con l'impregna­zione argentica una tonalità giallo-bruna.

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    Istologia,  Tessuto muscolare

    Tessuto muscolare striato scheletrico

    Il tessuto muscolare striato scheletrico forma i muscoli inseriti sullo scheletro ed è costituito da grossi elementi polinucleati sinciziali (significa una cellula costituita dalla fusione di più cellule -ecco perché contiene più nuclei-), denominati fibre muscolari. Anche i muscoli della lingua, che non si inseriscono sullo scheletro, sono costituiti da tessuto muscolare striato scheletrico. Deriva dai somiti (miotomi) tranne il tessuto muscolare di alcuni muscoli del collo e del capo, che originano dagli archi branchiali, e del diaframma che almeno in parte deriva dalla splancnopleura (mesoderma).

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    Istologia,  Tessuto muscolare

    Placca motrice (o sinapsi neuromuscolare)

    La fibra muscolare si contrae in risposta ad un impulso che vi giunge tramite l’assone di una fibra nervosa di moto. La membrana plasmatica della fibra muscolare è strutturalmente simile al plasmalemma degli altri tipi cellulari; è elettricamente polarizzata e quando è eccitata da uno stimolo appropriato, di solito portato da una fibra nervosa, diventa depolarizzata e si verifica la contrazione muscolare. La zona di contatto tra fibra nervosa e fibra muscolare, attraverso la quale l’impulso passa da un tipo cellulare all’altro, prende il nome di placca motrice (o sinapsi neuromuscolare).

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    Istologia,  Tessuto epiteliale ghiandolare

    Ghiandole endocrine

    Le ghiandole endocrine hanno origine dall’epitelio superficiale come cordoni di cellule che proliferano e invadono il tessuto connettivo; successivamente, la connessione con la superficie epiteliale scompare mentre gli elementi che compongono la parte profonda epiteliale si differenziano in cellule endocrine che secernono direttamente nei capillari sanguigni. Le sostanze secrete dalle ghiandole  a secrezione interna sono chiamate ormoni i quali, trasportati dal sangue, influenzano organi situati a distanza (definiti organi bersaglio).