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    Istologia,  Tessuto muscolare

    Tipi di fibre muscolari scheletriche

    I muscoli scheletrici differiscono tra loro per il colore: alcuni muscoli appaiono più rossi di altri e sono denominati muscoli rossi; altri muscoli che hanno un colore rosso meno intenso sono definiti muscoli bianchi. Tra i due tipi di muscolo esistono importanti differenze fisiologiche: i muscoli rossi si contraggono più lentamente dei muscoli bianchi e sono perciò detti muscoli lenti;ovviamente, i muscoli bianchi sono definiti muscoli veloci.

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    Istologia,  Sangue

    Granulocitopoiesi

    Il processo di differenziazione dei granulociti è caratterizzato da: Perdita graduale della basofilia citoplasmatica dovuta alla diminuzione dei ribosomi. Comparsa e progressivo accumulo di granulazioni specifiche (neutrofile, acidofile o basofile) che consentono di distinguere le tre sottolinee differenziative dei granulociti; la formazione dei granuli specifici comprende le caratteristiche fasi dei processi secretori: sintesi dei costituenti chimici sui ribosomi del reticolo endoplasmatico granulare nel complesso di Golgi, accumulo dei granuli specifici nell’interno dei vacuoli rivestiti di membrana. Modificazioni profonde del nucleo che comprendono la perdita dei nucleoli, la graduale condensazione della cromatina in grosse zolle eterocromatiche, il progressivo cambiamento della forma da rotonda a lobata o segmentata. Attività mitotica continua ed…

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    Istologia,  Tessuto nervoso

    Guaina mielinica

    La guaina mielinica è costituita dall’avvolgimento concentrico del plasmalemma di ciascuna cellula di Schwann (nel sistema nervoso periferico) o della cellula di oligodendroglia (nel sistema nervoso centrale) intorno all’assone di un neurone. Da ciò si può concludere che la guaina di Schwann o la guaina di oligodendroglia e la guaina mielinica devono essere considerate come una struttura unica. La guaina mielinica ha diverse funzioni: Agisce come materiale di isolamento, impedendo la diffusione dell’eccitamento agli assoni adiacenti. Aumenta la velocità di conduzione dell’impulso. Secondo la teoria della conduzione saltatoria, nelle fibre mielinizzate vi è trasmissione discontinua dell’impulso nervoso da nodo a nodo con conseguente aumento di velocità in quanto non è…

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    Istologia

    Colorazione tricromica di Mallory

    La colorazione tricromica di Mallory serve sia per la colorazione del connettivo collageno, sia per allestire preparati d’insieme.  Viene fatto uso di tre coloranti: la fucsina acida che tinge in rosso i nuclei, l’azzurro di anilina o il blu di metilene che conferisce al connettivo collageno una tonalità azzurra, e l’orange G (acido, basofilo) che colora i citoplasmi in arancione. La fissazione dell’azzurro di anilina o del blu di metilene al collageno si effettua a mezzo dell’azione mordenzante esercitata dall’acido fosfomolibdico. Colorazione tricromia di Mallory (fonte: Immagini di istopatologia) Articolo creato l’8 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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    Istologia,  Tessuto muscolare

    Reticolo sarcoplasmatico (o sarcotubulare)

    Il reticolo sarcoplasmatico (o sarcotubulare) è una delicata rete di filamenti che avvolge una ad una le miofibrille. È presente solo nelle fibre muscolari scheletriche e cardiache, con una differenza di struttura, mentre è assente nelle cellule muscolari lisce. Corrisponde al reticolo endoplasmatico liscio presente in altre cellule che nel muscolo assume una morfologia caratteristica e svolge una funzione specifica in rapporto alla contrazione: assume, conserva e rilascia ioni Ca++. Nelle fibre muscolari scheletriche, il reticolo sarcoplasmatico è formato da un sistema continuo di canalicoli o cisterne delimitati da una membrana, denominati sarcotubuli, che compongono una rete attorno a ciascuna miofibrilla. Il reticolo sarcoplasmatico è formato da elementi longitudinali e…

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    Istologia,  Tessuto cartilagineo

    Sostanza intercellulare (o matrice)

    L’abbondante sostanza intercellulare (o matrice) della cartilagine ialina è allo stato di gel compatto ed appare omogenea al microscopio ottico. Al microscopio elettronico appare costituita da due componenti: fibre collagene e sostanza fondamentale amorfa ricca in proteoglicani. Le fibre collagene non sono visibili al microscopio ottico perché sono mascherate dalla sostanza fondamentale che ha lo stesso indice di rifrazione. La loro presenza, però, può essere dimostrata digerendo la matrice amorfa con tripsina o con alcali diminuiti. Le fibrille collagene non sono raccolte in fasci come nel tessuto connettivo lasso e compatto, ma formano un delicato reticolo; hanno diametro di 10-20 nm e la caratteristica striatura periodica di 64-70 nm. Le…

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    Istologia,  Tessuto epiteliale

    Epitelio pavimentoso semplice (o piatto o lamellare)

    L'epitelio pavimentoso semplice (o piatto o lamellare) è costituito da un singolo strato di cellule piatte, con un nucleo centrale ovoidale o sferico; i margini sono in genere irregolari ed uniti da giunzioni. Viste di faccia, le cellule sembrano disposte come le tessere di un mosaico; viste di profilo, invece, mostrano un aspetto fusato ed appaiono meno spesse ai poli che non al  centro.

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    Istologia,  Tessuto muscolare

    Fibra muscolare liscia

    Le fibre muscolari lisce sono elementi lunghi e fusiformi con la parte centrale, contenente un nucleo allungato, più spessa e le estremità assottigliate. La loro lunghezza varia da 5 µm, nella parete dei piccoli vasi sanguigni, a 500 µm e oltre nell’utero in gravidanza.

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    Istologia,  Sangue

    Monocitopoiesi

    I monociti hanno un progenitore in comune con gli elementi granulocitari, denominato in vitro Unità Formante Colonie Granulocito-Monocitarie (CFU-GM). I monociti sono presenti in scarsa quantità nel midollo, dove hanno fasi maturative morfologicamente mal definite. È stato riconosciuto uno stadio monocitario giovanile, il promonocito, con dimensioni maggiori del monocito, con abbondante citoplasma basofilo, povero di lisosomi, e con un grosso complesso di Golgi, il quale prolifera attivamente; il passaggio dal promonocito al monocito è caratterizzato dall’aspetto reniforme del nucleo, dall’aumento di lisosomi e dall’acquisizione della mobilità.

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    Istologia,  Tessuto epiteliale

    Tessuto epiteliale (o epitelio)

    Il tessuto epiteliale (o epitelio) è un tessuto costituito da cellule contigue, fittamente stipate tra loro, con interposta una scarsissima sostanza extracellulare amorfa che occupa sottili interstizi di 15-30 nm (nm = nanometri; 1 nm = 10-9 m cioè 1 miliardesimo di metro) in cui ci sono anche glicoproteine e glicosaminoglicani, oltre il liquido interstiziale che serve per gli scambi metabolici tra l’epitelio e il sottostante tessuto connettivo. L’epitelio poggia su una membrana basale che lo separa dal tessuto connettivo circostante. Il tessuto connettivo che si accompagna all’epitelio è sempre costituito da cellule separate tra loro da ampi spazi che sono occupati da una sostanza intercellulare di composizione e struttura…

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