• Istologia

    Metodo dell’orceina (o di Unna-Tanzer-Livini)

    Il metodo dell’orceina (o di Unna-Tànzer-Livini) è utilizzato per la colorazione delle fibre elastiche; queste ultime per l’azione dell’orceina appaiono di tonalità rosso-bruna intensa e spiccano su un fondo pressoché incolore, salvo colorazione di contrasto. Articolo creato l’8 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

  • Istologia,  Tessuto muscolare

    Filamenti intermedi del tessuto muscolare liscio

    Oltre ai miofilamenti spessi e sottili, le fibre muscolari lisce contengono un terzo componente filamentoso, i cosiddetti filamenti intermedi con spessore di circa 10 nm, simili a quelli presenti in altri tipi cellulari; sono costituiti dalla proteina desmina (o scheletina). Nella muscolatura liscia di tipo vascolare il costituente principale dei filamenti intermedi è la proteina vimentina presente anche nelle cellule connettivali. I filamenti intermedi decorrono in fasci tra i filamenti di actina e di miosina e si associano con i corpi densi citoplasmatici. Svolgono un ruolo strutturale, costituendo una trama di sostegno per i miofilamenti contrattili. Articolo creato l’8 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

  • Istologia

    Reazione PAS (acido periodico – reattivo di Schiff)

    Per la dimostrazione dei glicidi si utilizza la reazione PAS (dell’acido periodico di Schiff). Il metodo si fonda sul seguente principio: i polisaccaridi (semplici e mucopolisaccaridi), quando ossidati a mezzo dell’a­cido periodico, danno origine ad aldeidi. I gruppi aldeidici vengono quindi rivelati istologicamente a mezzo del reattivo di Schiff (acido bis-N-aminosolfonico). Questo consta di fucsina basica (di  colorito  rosso) trattata con un eccesso di acido solforico che la rende del tutto incolore (leucofucsina). Peraltro, quando viene a trovarsi in presenza di gruppi aldeidici, essa dà luogo ad un’intensa reazione rossa o rosso-violacea (rosso magenta). Quindi, in definitiva, le strutture contenenti polisaccaridi assumono tale colorazione. La reazione del PAS è comune…

  • Istologia,  Tessuto muscolare

    Miofilamenti sottili del tessuto muscolare striato

    I miofilamenti sottili si estendono da ciascuna linea Z del sarcomero lungo la semibanda I e penetrano per un certo tratto nell’adiacente banda A occupando gli interstizi compresi fra i filamenti spessi. La parte centrale della banda A, denominata banda H, non è invasa dai filamenti sottili provenienti dalle due linee Z del sarcomero. La sua ampiezza dipende da quanto profondamente i filamenti sottili si spingono all’interno della banda A e varia a seconda del grado di contrazione del sarcomero.

  • Istologia,  Tessuto osseo

    Periostio

    Il periostio è la membrana connettivale fibro-elastica, riccamente vascolarizzata, che aderisce tenacemente alla superficie esterna delle ossa. Tale lamina è assente a livello delle superfici articolari e nelle zone di inserzione dei tendini e dei legamenti. Microscopicamente è possibile distinguere due strati: uno strato esterno, fibroso e compatto, povero di cellule ma ricco di vasi, ed uno strato interno profondo più lasso, più ricco di cellule e contenente un’estesa rete capillare e fibre elastiche.

  • Istologia,  Tessuto nervoso

    Nevroglia (o glia)

    Nel sistema nervoso (centrale, periferico e autonomo) vi è una categoria di cellule non nervose che sono globalmente indicate col termine nevroglia (o glia). La nevroglia ha diverse funzioni, ognuna specifica per il tipo di cellula che la costituisce: Funzione di sostegno e trofica La rete formata dalle cellule di nevroglia e dai loro prolungamenti costituisce una trama di sostegno ed il mezzo interno per gli scambi nutritivi e gassosi tra le cellule e il sangue. La nevroglia, quindi, svolge una funzione di sostegno e trofica analoga a quella del tessuto connettivo lasso interstiziale in altri organi. Alcuni prolungamenti dei gliociti si connettono con i vasi sanguigni, sui quali terminano…

  • Istologia,  Tessuto connettivo

    Sostanza fondamentale amorfa

    Le cellule e le fibre del tessuto connettivo sono immerse in un materiale amorfo denominato sostanza fondamentale amorfa (o sostanza intercellulare amorfa o matrice amorfa) avente le proprietà di una soluzione colloidale molto viscosa o di un gel fluido e la capacità di legare quantità variabili di acqua. L’acqua con le sostanze ed i gas in essa disciolti diffonde dai capillari sanguigni e costituisce il cosiddetto liquido tissutale (o tissulare) o interstiziale. L’acqua legata alla sostanza amorfa dei tessuti connettivi, quindi, funziona come mezzo disperdente per la diffusione dei gas e di sostanze metaboliche dai capillari sanguigni alle cellule dei tessuti e viceversa. L’interazione tra matrice amorfa e liquidi tissutali…

  • Istologia,  Tessuto epiteliale ghiandolare

    Epitelio ghiandolare

    Le ghiandole sono organi specializzati ad elaborare ed a riversare all’esterno sostanze quali enzimi o altre proteine, mucopolisaccaridi, lipidi, ormoni. La funzione di produrre sostanze che devono essere escrete prende il nome di secrezione. Nella ghiandola l’attività secernente è svolta dall’epitelio ghiandolare (o parenchima) mentre il tessuto connettivo interstiziale (o stroma) ha una funzione meccanica di sostegno ed in esso decorrono i vasi sanguigni ed i nervi che nutrono ed innervano le cellule connettivali ed epiteliali.

  • Istologia,  Tessuto muscolare

    Miosina

    La miosina è una proteina filamentosa lunga 1,5 µm e larga circa 2 nm. È formata da una porzione allungata (o coda) e da due estremità globose (o teste). La molecola completa è un esamero costituito da due identiche subunità pesanti appaiate e da quattro subunità leggere uguali due a due. Le subunità pesanti compongono la coda e partecipano insieme alle subunità leggere a formare le due teste della struttura della molecola. Ciascuna testa contiene due molecole di subunità leggere diverse tra loro.

  • Istologia

    Metodi per la dimostrazione dei lipidi

    Il metodo per la dimostrazione dei grassi neutri si basa sull'uso di sostanze colorate capaci di sciogliersi soltanto nei lipidi, ai quali queste conferi­scono le loro proprietà cromatiche. Si tratta pertanto di un meccanismo di colorazione puramente fisico. Il primo colorante di questo gruppo ad essere usato è stato il Sudan III: esso conferisce ai grassi neutri una tinta arancione; più recente è l'uso del Sudan nero B che colora in blu scuro o nero praticamente tutti i lipidi, anche quelli complessi (fosfolipidi). Le sezioni del mate­riale da colorare con il Sudan debbono essere allestite per mezzo del microtomo congelatore o del criostato.