Tessuto osseo

Il tessuto osseo è una forma specializzata di tessuto connettivo, caratterizzata dalla mineralizzazione della matrice extracellulare che conferisce al tessuto una notevole durezza e resistenza. Insieme al tessuto cartilagineo e a varietà istologiche minori, appartiene ai tessuti scheletrici o tessuti connettivi di sostegno dotati di proprietà meccaniche, nonché di importanti funzioni nel ricambio elettrolitico.
Il tessuto osseo è organizzato in strutture definite ossa. Nonostante la sua durezza e resistenza alla pressione e alla trazione, l’osso è molto leggero; questa associazione della massima resistenza con il minimo peso è uno degli attributi più importanti dell’osso ed è dovuta alla sua straordinaria organizzazione interna.
L’osso non è un tessuto statico, ma è continuamente rinnovato e rimodellato per tutta la durata della vita. Questo continuo processo di rimodellamento, oltre ad avere una funzione meccanica, assolve al compito fondamentale di regolare la concentrazione di calcio nel plasma in quanto le ossa rappresentano la principale sede di deposito di calcio.
Il tessuto osseo è il tessuto costitutivo principale di quasi tutto lo scheletro e forma, inoltre, la dentina ed il cemento dei denti. Lo scheletro osseo costituisce l’impalcatura interna del corpo, protegge i visceri e le altre parti molli e dà inserzione ai muscoli e ai tendini; inoltre, accoglie nelle sue cavità gli elementi emopoietici del midollo.
Il tessuto osseo è costituito da cellule, da una matrice intercellulare organica e da una matrice intercellulare inorganica (o minerale).
Esistono due forme specializzate di tessuto osseo: la dentina (o avorio) e il cemento che costituiscono, rispettivamente, la sostanza compatta del dente che avvolge la cavità pulpare e la sostanza compatta che avvolge la dentina nella regione della radice.

Nell’embrione e nel feto le fibre collagene non sono distribuite regolarmente in lamelle stratificate, ma sono raccolte in grossi fasci paralleli; si parla di tessuto osseo non lamellare a fibre parallele. Se i fasci sono intrecciati si parla di tessuto osseo non lamellare a fibre intrecciate. Le lacune, invece, sono disperse irregolarmente.
Dall’età prenatale e continuando nella vita adulta, il tessuto osseo embrionale e fetale è gradatamente sostituito da tessuto osseo lamellare o stratificato in cui fibre, cellule e matrice sono raccolti in lamelle o strati distinti con le fibrille orientate nella stessa direzione di un determinato strato o in direzioni diverse in lamelle contigue.
Nell’adulto è possibile osservare tessuto osseo non lamellare a livello delle suture craniche, nel labirinto osseo, nell’osso alveolare del dente, nelle regioni d’inserzione dei tendini. Inoltre, il primo tessuto osseo che si forma durante la riparazione delle fratture appartiene al tipo non lamellare.

Articolo creato il 3 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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