Escrezione biliare dei farmaci

L’escrezione biliare permette ad alcuni farmaci di poter essere eliminati attraverso la bile e conservare le loro caratteristiche. La glicoproteina P è responsabile del trasporto di farmaci lipofili. La proteina di tipo 2 è coinvolta nella secrezione di metaboliti coniugati del farmaco. Questi trasportatori sono presenti anche sulla membrana apicale degli enterociti, quindi farmaci e metaboliti possono passare direttamente dalla circolazione sistemica al lume intestinale.
La membrana degli epatociti è una membrana molto permissiva; molte sostanze e farmaci tramite processi di tipo passivo possono quindi facilmente attraversarla; sono stati anche osservati processi di tipo attivo che permettono l’ingresso di sostanze attraverso la membrana dagli epatociti ai dotti.
L’arrivo dei farmaci agli epatociti e la permanenza negli epatociti è favorita da proteine come le ligandine e la proteina Z che legano i farmaci impedendone la retrodiffusione (che avverrebbe quando la concentrazione negli epatociti diventa superiore a quella del sangue).
La biotrasformazione può condizionare:

  • Il peso molecolare, che può determinare l’attraversamento o meno dei sinusoidi epatici; infatti, sostanze ad alto peso molecolare passano tale barriera, quelli a basso peso molecolare, invece, vengono preferenzialmente escreti tramite altre vie (tipo il rene). Farmaci ad alto peso molecolare vengono eliminati tramite la via biliare in forma invariata; quelli a basso peso molecolare, invece, devono prima subire processi di biotrasformazione: in primis la coniugazione, attraverso la quale coniungando il farmaco di partenza con un substrato endogeno, come acido glucuronico o altre sostanze, aumenta il peso molecolare raggiungendo il peso soglia di escrezione biliare.
  • La liposolubilità, che permette il passaggio del farmaco.
  • La polarità, che impedisce la retrodiffusione del farmaco.

Il legame alle proteine plasmatiche e patologie epatiche possono influenzare tale processo.

Ci sono farmaci a clearance epatica:

  • Flusso-dipendente, o a estrazione elevata.
    • La clearance dipende dal flusso ematico: tanto ne arriva, proporzionalmente tanto ne viene eliminato, sebbene i processi attivi sono già saturati e non vi è una precisa linearità.
    • Imponente effetto di primo passaggio, che è la metabolizzazione che il farmaco subisce quando viene dato per via orale dato che fa la sua prima tappa a livello epatico e in questo tipo di farmaci è maggiore la quota di farmaco che viene ad essere sottratta rispetto ai  farmaci  clearance-dipendenti.
    • Il legame alle proteine plasmatiche, che può facilitare la clearance, infatti mantenendolo in maggior concentrazione nel circolo lo presentano poi in maggior concentrazioni a livello del fegato.
  • Capacità intrinseca-dipendente o ad estrazione ridotta. La capacità intrinseca del fegato a metabolizzare un farmaco è quella che si ha senza l’influenza del flusso sanguigno. La capacità intrinseca dipende da:
    • Coefficiente di ripartizione del farmaco tra epatociti e sangue
    • Volume epatico.
    • Somma dell’attività enzimatica degli epatociti.

Articolo creato il 02 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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