In questa pagina è possibile effettuare la prova ufficiale del concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione Mediche 2017 (SSM 2017) secondo le regole ufficiali, ovvero:
140 domande a risposta multipla, ognuna con 5 possibili risposte; 1 sola risposta corretta; 1 punto per risposta corretta; 0 punti per risposta non data; -0,25 punti per risposta sbagliata; 210 minuti di tempo. Le risposte corrette/errate saranno visualizzate al termine della prova.
Il risultato sarà visualizzato entro 30 secondi, quindi attendere dopo aver cliccato su “Risultato”.
Se la prova non è completata nel tempo stabilito, il quiz sarà automaticamente terminato e visualizzato il punteggio.
Tutte le domande/risposte sono quelle ufficiali SSM 2017.
Ogni volta che si effettua la simulazione, l’ordine di domande e risposte sarà mescolato.
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54 Segnala una domanda 3 / 140
Una donna di 67 anni viene portata in Pronto Soccorso con un quadro di febbre (TC 38,8 °C), alterato stato di coscienza, ipotensione (PA 80/40 mmHg), tachicardia (FC 100 bpm), tachipnea (FR 25 atti/min), saturazione dell'ossigeno 82% in aria ambiente. Agli esami ematobiochimici si riscontrano leucocitosi neutrofila (GB 22.000/mm3; neutrofili 84%); creatininemia e parametri di funzione epatica nei limiti, iperlattacidemia. Viene sospettato uno shock settico. Quali tra i seguenti parametri per lo screening rapido dello shock settico costituiscono il quick SOFA (Quick Sequential Organ Failure Assessment) score?
pressione arteriosa, stato di coscienza, temperatura corporea
pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, stato di coscienza, lattati ematici
pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, globuli bianchi, temperatura corporea
frequenza respiratoria, stato di coscienza, pressione arteriosa
pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, saturazione dell'ossigeno
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In caso di sepsi e shock settico, dal punto di vista della terapia antibiotica iniziale, qual è l'approccio più corretto da assumere?
la terapia antibiotica va iniziata immediatamente, le emocolture possono non essere eseguite in quanto non è fondamentale conoscere l'eziologia della sepsi: la terapia deve essere quindi ad ampio spettro con l'associazione di almeno due farmaci
la terapia antibiotica va iniziata entro due ore dalla diagnosi, dopo aver prelevato il campione per le emocolture, deve essere ad ampio spettro ed essere sempre associata a terapia antifungina empirica
la terapia antibiotica empirica parenterale va iniziata il prima possibile, preferibilmente entro la prima ora dalla diagnosi di shock settico, previo prelievo di campione per emocolture (almeno due set), con antibiotici ad ampio spettro
la terapia antibiotica va iniziata entro due ore dalla diagnosi, dopo aver prelevato il campione per le emocolture, deve essere mirata alla possibile causa dell'infezione, e non ad ampio spettro, al fine di evitare lo sviluppo di antibiotico-resistenze
la terapia antibiotica va iniziata entro due ore dalla diagnosi, indifferentemente prima o dopo aver eseguito le emocolture, e deve essere ad ampio spettro
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Una donna di 63 anni a un controllo di esami di routine presenta: creatinina sierica 1,4 mg/dL, calcemia 11,2 mg/dL, fosforemia 2,4 mg/dL, PTH intatto 220 pg/mL, fosfatasi alcalina 280 UI/L; esame urine: PS 1016, pH 7,0, proteinuria ass, GR 4-5/campo, leucociti 25/campo. Tredici anni fa è stata sottoposta a quadrantectomia per carcinoma mammario, con successivo follow-up negativo; da circa 8 anni riferisce valori moderatamente elevati di pressione arteriosa, per cui assume in modo irregolare un diuretico tiazidico; da circa 5 anni soffre di nefrolitiasi, inizialmente espulsiva, ultimamente complicatasi con nefrolitiasi a stampo infetta. L'esame obiettivo generale è sostanzialmente nei limiti di norma, con un modico grado di ipertensione sistolica (148/82). Qual è la diagnosi più probabile in questa paziente?
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Una donna di 63 anni a un controllo di esami di routine presenta: creatinina sierica 1.4 mg/dL, calcemia 11.2 mg/dL, fosforemia 2.4 mg/dL, PTH intatto 220 pg/mL, fosfatasi alcalina 280 UI/L; esame urine: PS 1.016, pH 7.0, proteinuria ass, GR 4-5/campo, leucociti 25/campo. Tredici anni fa è stata sottoposta a quadrantectomia per carcinoma mammario, con successivo follow-up negativo; da circa 8 anni riferisce valori moderatamente elevati di pressione arteriosa, per cui assume in modo irregolare un diuretico tiazidico; da circa 5 anni soffre di nefrolitiasi, inizialmente espulsiva, ultimamente complicatasi con nefrolitiasi a stampo infetta. L'esame obiettivo generale è sostanzialmente nei limiti di norma, con un modico grado di ipertensione sistolica (148/82). Formulata la diagnosi, quale delle seguenti indicazioni terapeutiche è la più appropriata?