Schema terapeutico e risposta farmacologica

Una volta scelto un farmaco da somministrare è necessario individuare uno schema terapeutico che permetta di ottenere l’effetto benefico desiderato con il minor numero possibile di reazioni avverse. L’identificazione di uno schema terapeutico prevede di stabilire: la via di somministrazione, la dose, l’intervallo di assunzione e la durata del trattamento.
Sebbene in alcune situazioni sia sufficiente una singola somministrazione di farmaco, nella maggior parte dei casi i farmaci sono utilizzati per terapie croniche e richiedono quindi più somministrazioni a dosaggi ed intervalli prestabiliti. Ai fini della definizione di un regime cronico di dosaggio si ricordino i seguenti principi generali:

  • In genere si somministra una nuova dose ad intervalli approssimativamente uguali all’emivita di eliminazione del farmaco; in questo modo il farmaco tende ad accumularsi nell’organismo fino a raggiungere uno stato di equilibrio (steady state) quando la quantità di farmaco eliminata, nel tempo che intercorre tra una dose e l’altra, è uguale alla dose somministrata.
  • Il tempo richiesto per il raggiungimento dello stato stazionario richiede un tempo che dipende dall’emivita del farmaco (ed è pari a 4-5 emivite) ed è indipendente dalla dose.
  • Se un farmaco viene somministrato ad una dose di carico seguita da dosi di mantenimento oppure a dosi di mantenimento senza l’iniziale dose di carico, si raggiunge in entrambi i casi lo stesso livello di stato stazionario.
  • Allo stato stazionario, le concentrazioni plasmatiche oscillano fra un valore massimo ed uno minimo e l’intervallo delle fluttuazioni è direttamente proporzionale all’intervallo fra le somministrazioni.

Articolo creato il 30 agosto 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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